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Pensioni

Cgil: usare i risparmi di Quota 100 per la previdenza

‘Pensioni, i conti non tornano!' © Marco Merlini / Cgil Roma, 2 dicembre 2017 Corteo da piazza della Repubblica a piazza del Popolo Manifestazione nazionale ‘Pensioni, i conti non tornano!'
Foto: © Marco Merlini
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La misura è stata usata da poco più di un terzo della platea prevista: ora bisogna usare quei soldi per superare l'attuale sistema. La proposta sindacale è flessibilità in uscita a partire dai 62 anni o con 41 di contributi, riconoscendo la diversa gravosità degli impieghi, il lavoro di cura e delle donne

I dati diffusi quest’oggi dall’Inps su Quota 100 "dimostrano che le analisi dell’Osservatorio Previdenza della Cgil e della Fondazione di Vittorio erano esatte: questa misura è stata usata da poco più di un terzo della platea prevista. Chiediamo che i risparmi siano utilizzati nella previdenza, che dovrà essere una delle priorità del governo, anche in vista del termine di questo strumento”. Lo afferma, in una nota, il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli.

Secondo quanto rilevato dall’Istituto, infatti, al 31 agosto 20121 sono state accolte 341.128 domande di Quota 100, e secondo l'analisi della Cgil, osserva Ezio Cigna, responsabile delle Politiche previdenziali della Cgil, "saranno 384mila fino alla fine dell'anno. Un numero decisamente inferiore alle previsioni contenute nella relazione di accompagnamento alla legge (973mila), determinando un avanzo importante di risorse”. “Nel 2021, anche analizzando il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita e la proroga di Opzione donna - prosegue Cigna - non verranno utilizzati 2 miliardi e 411 milioni che, se sommati alla minor spesa del 2019 e del 2020, raggiungono un totale di 6 miliardi e 468 milioni”.

Infine, il segretario confederale Roberto Ghiselli torna a ricordare le proposte avanzate dalla confederazione: “L’attuale sistema deve essere superato prevedendo una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni, o con 41 anni di contributi, riconoscendo la diversa gravosità dei lavori, il lavoro di cura e delle donne. Occorre inoltre, introdurre una pensione contributiva di garanzia per i lavori poveri o discontinui e per i più giovani”.

“Il governo non ha ancora avviato il confronto con il sindacato, disattendendo gli impegni presi. Il tempo stringe e la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Ci auguriamo - conclude - che la convocazione e le relative risposte arrivino al più presto, diversamente sosterremo le nostre richieste con la mobilitazione”.