Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

RSA

Pio Albergo Trivulzio, falsi positivi, falsi negativi

Foto: Sabine van Erp (da Pixabay)
Roberta Lisi
  • a
  • a
  • a

Al Pat ancora qualcosa non va. Dopo i terribili mesi della prima ondata si è corso ai ripari, ma non tutte le scelte sembrano utili e positive

Al momento gli ospiti del Pio Albergo Trivulzio sono 727, dopo la strage della scorsa primavera e le denunce dei lavoratori sulle poco sicure condizioni di lavoro e di gestione dei pazienti, i nuovi amministratori e responsabili sanitari sono corsi ai ripari. Dispositivi di protezione individuali per tutti, controlli a tappetto e screening periodici su personale e assistiti. Bene si dirà, certo ma qualcosa sembra non aver funzionato.

Ogni 15 giorni tamponi per tutti, e questo risponde anche ad una richiesta avanzata dalla Cgil alla regione per tutte le Rsa del territorio, e fino ad ora tutto è proceduto serenamente. Da un paio di settimane, il Pat ha deciso non valersi più del laboratorio del Policlinico (struttura pubblica) e di rivolgersi ad una struttura privata. Risultato alla prima tornata di tamponi realizzata da questo nuovo laboratorio scatta l’allarme. Tra i tamponi dei pazienti danno esito positivo in 41, mentre tra quelli dei dipendenti i positivi sono ben 64. Il presidente della Regione Fontana mette le mani avanti e dice a RadioAnchio commentando i dati del Trivulzio: “Nelle Rsa si stanno ripetendo rischi in tutta Italia. Appena si è alzato il livello di contagio abbiamo chiuso tutte le porte, nelle Rsa nessuno può entrare ma purtroppo i dipendenti involontariamente portano il virus all’interno”.

Ma è proprio così? Qualche sospetto che i dati non fossero esatti devono averlo avuto anche al Pio Albergo, tant’è vero che è stato chiesto al laboratorio del Policlinico per “cortesia inter-aziendale” di sottoporre a nuovo tampone gli ospiti e il personale risultati positivi. Ebbene dei 41 pazienti sottoposti a nuovo tampone solo 1 è davvero positivo e si attende l’esito del nuovo screening sui 64 operatori. Al momento, quindi, su 727 pazienti del Trivulzio ne risultano positivi 7 pari allo 0,96% del totale. Certamente una buona notizia, ma la domanda che ci poniamo è: era proprio necessario abbandonare la via nota del laboratorio del Policlinico, per quella ignota del laboratorio privato?

Certo è che il clima all’interno dell’Istituto non è dei migliori. “Siamo passati dall’invito rivolto ai dipendenti a non indossare le mascherine per non spaventare i ricoverati – ci dice Elisabetta Guarneri segretaria della Fp Cgil di Milano – ai controlli a sorpresa per cogliere in fallo i dipendenti. Con un accanimento particolare nei confronti dei delegati sindacali che in primavera denunciarono le disfunzioni tanto che più di uno si è visto inviare al consiglio di disciplina fino a 4 volte per ragioni insussistenti. Un atteggiamento punitivo non solo sbagliato, ma quasi irresponsabile in momento di emergenza come quello che stiamo vivendo”. 

Leggi anche

Lombardia

La grande vittima dei tagli

Roberta Lisi

Mancano medici, infermieri e operatori sanitari. I posti letto scarseggiano, le Rsa sono tornate luoghi di contagio, i distretti di territorio sono assai sottodimensionati. Soprattutto si avverte l'assenza di regia e coordinamento