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Prosegue con cauta fiducia la trattativa sul futuro del sito Unilever di Casalpusterlengo, finito al centro delle polemiche dopo l’annuncio di 49 esuberi su 110 addetti del settore ricerca e sviluppo. Sul tavolo restano diverse soluzioni per evitare i licenziamenti: prepensionamenti, ricollocazioni interne e opportunità esterne, mentre i sindacati ribadiscono la loro contrarietà a qualsiasi uscita forzata.
Il confronto con l’azienda
L’ultimo confronto si è svolto il 18 marzo nella sede di Assolombarda a Lodi ed è durato oltre tre ore. Al tavolo azienda, rappresentanze territoriali e Rsu. A seguire, i lavoratori sono stati aggiornati in assemblea. Il giudizio delle organizzazioni sindacali è prudente ma segnala un cambio di clima: “Si confermano le aperture già emerse”, spiegano i segretari generali territoriali di Filctem Cgil e Femca Cisl, Morwenna Di Benedetto e Stefano Priori.
Le possibili soluzioni
Tra i punti più concreti, l’avvio di verifiche sui prepensionamenti, con una platea potenziale fino a sette anni dall’uscita. Una misura che potrebbe ridurre sensibilmente l’impatto sociale degli esuberi. Parallelamente si ragiona su ricollocazioni interne, vista la necessità di personale in altri reparti, e su contatti con realtà esterne interessate ai profili del centro ricerca.
Il nodo del centro ricerca
Proprio la tenuta del polo di ricerca resta il nodo centrale. “È una presenza strategica per il territorio, strettamente legata alla produzione, e deve crescere con nuovi investimenti”, insistono i sindacati. L’obiettivo dichiarato resta uno: azzerare i licenziamenti. Il prossimo incontro è fissato per il 30 marzo.






















