Avviato il licenziamento collettivo di quasi la metà del personale. Accade alla Unifrutti Distribution, società produttrice, importatrice e distributrice di frutta fresca (specializzata sul contro-stagione), di proprietà del fondo sovrano di Abu Dhabi Adq, che a inizio dicembre ha dichiarato 18 esuberi (su complessivi 32 dipendenti), tra cui due dirigenti.

La sede centrale di Montecosaro (Macerata) è la più colpita, con 12 licenziamenti (su 23 addetti). La decisione aziendale comprende anche la chiusura del magazzino di Ancona (due esuberi) e riduzioni nelle sedi di Padova (due esuberi) e Collesalvetti (Livorno, un esubero).

Sindacati: “Messa a rischio l’intera società”

“Esprimiamo profondo sconcerto e forte preoccupazione – dichiarano Flai Cgil Macerata e Fisascat Cisl Marche – per una decisione che, pur consapevoli delle difficoltà degli ultimi anni, viene in un momento di ripresa e di dati tendenzialmente positivi”.

I sindacati evidenziano che “una decisione di così ampie proporzioni mette seriamente in discussione il permanere stesso della società sul mercato, una realtà presente da oltre trent’anni nel territorio e un punto di riferimento della distribuzione ortofrutticola locale e nazionale”.

Flai e Fisascat sottolineano anche “che viene apertamente dichiarata l’intenzione di spostare in un’altra società del gruppo, in un’altra regione, le attività svolte nella sede di Montecosaro, soppresse in seguito ai licenziamenti dichiarati”.

Le due sigle rilevano che “a Montecosaro la Unifrutti occupa tra diretti e indiretti fino a 80-90 dipendenti nel pieno della stagione, alcuni di questi anche con anzianità di servizio di oltre vent’anni, avendo iniziato quando la società era a conduzione familiare e un importante riferimento del territorio”.

Sindacati e lavoratori auspicano che “il confronto che si aprirà sui tavoli nazionali possa condurre a soluzioni che garantiscano in primis la continuità occupazionale, scongiurando i licenziamenti, e poi interventi che attenuino il più possibile le conseguenze traumatiche delle scelte a oggi comunicate”.

Flai e Fisascat così concludono: “Ci dichiariamo fin d’ora disposti a mettere in campo ogni iniziativa utile a contrastare una decisione che non trova giustificazione se non quella di massimizzare i profitti sulle spalle e a scapito dei lavoratori e delle loro famiglie”.