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Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil proclamano lo sciopero dei lavoratori di Top Network, da oggi e a tempo indeterminato, riservandosi di valutare “ogni ulteriore iniziativa di lotta, comprese le vie legali, per denunciare il comportamento antisindacale delle società Engineering e Fastweb” subentranti all'appalto.
“Non permetteremo che 70 persone vengano espulse dal ciclo produttivo nell'indifferenza generale”, spiegano: “La lotta continuerà fino a quando non verrà garantito il pieno assorbimento di tutta la platea occupazionale”.
La decisione arriva dopo l'incontro di martedì 28 aprile al ministero della Giustizia che “ha svelato una realtà drammatica e inaccettabile. Nonostante la convocazione ufficiale, il dicastero, che dovrebbe essere il tempio della legalità e del rispetto delle norme, si è dimostrato incapace di far applicare la clausola sociale per la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevista dal Codice degli appalti”.
Il risultato di “quest’inerzia istituzionale è un verdetto spietato: il cambio appalto previsto per il prossimo 1° maggio genererà 70 esuberi tra i lavoratori che da oltre dieci anni garantiscono con professionalità i servizi di assistenza”.
Fiom, Fim e Uilm denunciano “il comportamento arrogante delle società subentranti, Engineering e Fastweb, che non si sono nemmeno degnate di rispondere alla convocazione del ministero né di partecipare all'incontro. Quest’assenza non è solo uno sgarbo istituzionale, ma un segnale di totale disprezzo verso il destino dei lavoratori”.
Le tre sigle così concludono: “Se nemmeno il ministero della Giustizia riesce a far rispettare le proprie norme e a imporre il rispetto della clausola sociale a colossi industriali, significa che siamo allo sbando. Se il diritto al lavoro viene sacrificato sull'altare del ribasso economico e del profitto aziendale proprio tra le mura di un ministero, viene meno la credibilità stessa delle istituzioni”.






















