“Precarietà, risorse, autonomia: le mani sull’università”. Questa mattina (20 gennaio) a Napoli nell’aula De Sanctis del dipartimento di Giurisprudenza iniziativa della Flc Cgil che punta a riaprire il dibattito su un sistema universitario in grande crisi a causa della precarizzazione del lavoro, dello sviluppo incontrollato delle università telematiche profit, del progressivo definanziamento e del controllo politico sugli atenei, ma anche un modo per rilanciare un’altra idea di università: nazionale, pubblica e democratica.
L’iniziativa ha coinvolto l’intera comunità universitaria, con interventi di docenti, precari, Rsu Flc, esponenti del mondo accademico, associazioni della docenza, associazioni e movimenti precari, associazioni scientifiche e organizzazioni studentesche.
"Abbiamo fatto una proposta articolata di investimento - ha sottolineato la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi - per evitare che i 40.000 precari dell'università vengano licenziati al termine del Pnrr. Un problema che riguarda il paese, perché questi sono ricercatori che garantiscono nell'università e negli enti di ricerca la possibilità di avere uno sviluppo importante dal punto di vista tecnologico. La nostra proposta è che si mettano le risorse per poter proseguire e continuare il percorso all'interno degli atenei italiani".
"D'altro canto - ha ricordato Fracassi - siamo anche il paese che ha il rapporto più basso tra docenti e studenti. L'università si impoverisce, diventa più piccola, lascia alcuni luoghi perché non è più sostenibile la diffusione e apre il passo alle università telematiche. Quindi l'iniziativa di oggi, l'ultima di una lunga serie, vuole di nuovo affermare l'idea che occorre investire, soprattutto in questo momento, nella conoscenza, nell'università, nell'istruzione alta e di qualità".
Nei saluti iniziali il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha sottolineato che "oggi c'è una parte della politica che vuole destrutturare pezzi importanti dello Stato. Scuola e università sono un pezzo importante di questo Paese. Si vuole limitare l'autonomia e soprattutto non si ha una idea chiara su cosa debbano rappresentare la ricerca e l'istruzione”.
A Napoli, ha attaccato, “ci sono migliaia di precari, docenti che quotidianamente fanno il loro lavoro e che sono una colonna portante per il comparto dell'istruzione, che non meritano di essere licenziati tra qualche mese. Il governo non investe in cultura, in istruzione, in scuola e ricerca, ma è impegnato solo a tagliare".
I dati che certificano questa debacle sono stati raccolti dalla Flc Cgil in un corposo dossier. Tra i più significativi c’è quello che riguarda i finanziamenti: nel 2024, il Fondo di finanziamento ordinario ha subìto un taglio effettivo di oltre 500 milioni di euro, sebbene nominalmente la riduzione appaia minore, mettendo sostanzialmente a carico degli atenei la quota più significativa del cosiddetto Piano straordinario Messa (340 milioni di euro, per quell’anno). Nel 2025 si sono solo recuperate queste ultime risorse, lasciando un taglio di oltre 200 milioni di euro rispetto quanto era precedentemente previsto.
Non bisogna dimenticare il contesto di questi tagli, che è quello di un Paese che investe nell'istruzione terziaria complessivamente appena lo 0,9% del Pil, una cifra lontanissima dalla media Ocse dell'1,48% e ancora più distante dall'1,98% del Regno Unito o dall'1,44% della Francia. Se si isola la sola spesa pubblica, il divario diventa imbarazzante: lo Stato italiano impegna circa lo 0,50% del Pil, contro una media dei paesi avanzati dello 0,93%.
Per non parlare delle condizioni di lavoro. Nei nostri atenei ci sono oltre decine di migliaia di precari, larga parte dei quali (oltre 15.000) sono stati espulsi o saranno espulsi dalle università in questi mesi. Una vera e propria emergenza occupazionale, che se fosse di qualunque altro settore economico guadagnerebbe attenzioni mediatiche e politiche, ma siccome è confinata nell’università, la si considera normale amministrazione.
(Montaggio del video a cura di Daniele Diez)






















