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La situazione nello stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza) continua a peggiorare. A lanciare l’allarme è la Fiom Cgil Basilicata, rilevando che “nonostante gli annunci relativi all’arrivo di nuovi modelli, tra cui DS7 e la nuova Lancia Gamma, registriamo ancora una riduzione dei volumi produttivi e dei turni di lavoro”.
La casa automobilistica, infatti, ha convocato i delegati di fabbrica “per comunicare il nuovo assetto produttivo previsto per settembre: un solo turno di lavoro, esclusivamente al mattino, con una produzione impostata a 295 vetture per turno/giorno. Una situazione che non possiamo considerare normale né accettabile”.
Per la Fiom regionale a pagare il prezzo di questa “continua incertezza sono ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori, che subiscono il ricorso agli ammortizzatori sociali, la riduzione del salario e la perdita delle maggiorazioni legate ai turni che vengono progressivamente soppressi”.
Ma i problemi non riguardano soltanto i volumi produttivi. “All’interno dello stabilimento - precisa la categoria Cgil - continuano a peggiorare le condizioni di lavoro: ritmi troppo elevati, criticità sulla sicurezza, scarsa pulizia degli ambienti, servizi insufficienti e condizioni complessive che rendono sempre più difficile lavorare in condizioni dignitose. A tutto questo si aggiunge l’incertezza sul calendario di lavoro, ulteriormente aggravata dalle continue interruzioni produttive dovute alla mancanza di materiali”.
Sono tutte criticità che la Fiom Cgil denuncia da anni e che oggi rischiano di diventare ancora più pesanti. “Non bastano gli annunci: servono volumi”, spiega la Fiom: “L’arrivo di nuovi modelli rappresenta un’opportunità, ma da solo non è sufficiente a garantire il futuro di Melfi. Servono volumi produttivi adeguati e continuità di lavoro. Per questo Stellantis deve mettere in campo una vera strategia industriale, introducendo anche modelli destinati al mercato di massa, capaci di garantire produzioni più elevate e una maggiore saturazione dello stabilimento”.
Nello stesso tempo bisogna rafforzare l’intera filiera produttiva: “I componenti necessari alla produzione dei veicoli realizzati a Melfi devono essere prodotti, per quanto possibile, all’interno dell’indotto dell’area industriale, evitando di disperdere lavoro e valore produttivo fuori dal territorio. Solo così sarà possibile garantire una prospettiva industriale solida a Melfi e alle centinaia di aziende dell’indotto”.
Il sindacato chiede pertanto "un confronto immediato. La situazione che si sta determinando a Melfi e nell’intero indotto ci preoccupa fortemente. Per questo riteniamo urgente e non più rinviabile un confronto complessivo sulle prospettive industriali e occupazionali dell’area, che coinvolga Stellantis, le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni: Comuni, Regione Basilicata e Governo nazionale”.
La Fiom Cgil Basilicata così conclude: “Melfi rappresenta un presidio industriale strategico per la regione e per l’intero Mezzogiorno. Non possiamo accettare che l’incertezza produttiva venga scaricata ancora una volta sulle lavoratrici e sui lavoratori. Servono volumi, investimenti, salario, sicurezza e occupazione. Servono risposte concrete, non soltanto annunci. Il futuro di Melfi e dell’intera area industriale va difeso adesso”.


























