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Lo stabilimento di Raiano (L’Aquila) chiuderà. E per i 39 dipendenti, concluso il 28 marzo prossimo il contratto di solidarietà, l’unica possibilità di continuare a lavorare è trasferirsi a 750 chilometri di distanza, precisamente a Chivasso (Torino). Questa la situazione della Sodecia Automotive, multinazionale portoghese attiva nella produzione di componenti in ferro e alluminio per le scocche automobilistiche.
Nel corso dell’incontro del 22 gennaio (tenutosi nella sede dell’assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo) la società ha confermato l’intenzione di chiudere lo stabilimento, con il trasferimento dell’attività, degli impianti e del personale (che si renderà disponibile a spostarsi) nel sito piemontese.
Sindacati e istituzioni hanno chiesto all’azienda di prorogare il contratto di solidarietà, ma il management è stato irremovibile. La Regione ha anche prospettato all’azienda il Piano di riconversione e riqualificazione industriale (Prri), ricevendo un analogo diniego. L’unica opzione in campo, oltre al trasferimento, è la cassa integrazione per cessazione.
Sindacati: “Le nostre proposte sono cadute nel vuoto”
“I rappresentanti della Regione Abruzzo – scrivono Fiom Cgil e Uglm in una nota – hanno chiesto all’azienda di valutare la possibilità di attivare una cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori che non potranno trasferirsi a 750 chilometri di distanza di poter avere un sostegno al reddito”.
Le due sigle rilevano che “sono dunque cadute nel vuoto le richieste che avevamo avanzato di mantenere a Raiano le produzioni destinate agli stabilimenti Stellantis del Centro-Sud Italia, seppure in abbinamento ad ammortizzatori sociali, ragionando sulla possibilità di portare, nel tempo, alcune produzioni da Chivasso a Raiano, posto che l’azienda continua a sostenere che nello stabilimento piemontese c’è lavoro per tutte e 39 le persone di Raiano. Perché, se il lavoro non manca, Sodecia non accetta di continuare a produrre a Raiano?”.
Le ragioni, proseguono Fiom e Uglm, sono tutte “di natura economica, e non tengono minimamente conto dell’impatto di questa scelta sulla pelle di quelle persone che per decenni hanno contribuito con competenza al successo e agli utili dell’attuale Sodecia. Nei piani aziendali lo stabilimento di Raiano sarà a breve svuotato degli impianti e quindi resterà una scatola vuota, senza impianti e senza lavoratori”.
Fiom e Uglm così concludono: “La vertenza Sodecia, di grande impatto sociale ed economico per il territorio peligno, è sintomatica dell’inadeguatezza della politica, sorda ai sonori segnali che annunciavano da tempo la valanga che ora sta travolgendo il settore automotive nel nostro Paese: sottovalutazione della situazione, attendismo dannoso, subalternità al principale attore responsabile di questa situazione (Stellantis), incapacità di cogliere l’evoluzione del settore e le sue dinamiche”.






















