Si sono tenuti oggi a Roma, presso la sede nazionale Istat, la conferenza stampa e il sit-in di protesta organizzato da Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp con una delegazione dei 400 rilevatori precari coinvolti nel cambio appalto (al ribasso) tra Ipsos e Csa.

Nelle stesse ore a Montecitorio, l’Istituto presentava il “Rapporto annuale 2024. La situazione del Paese”, contenente i dati su “spese delle famiglie” e “forze di Lavoro” raccolti proprio dal personale storicamente precario oggi in lotta, che rischia di rimanere a casa, dopo avere già subito un drastico ridimensionamento dei compensi. Preoccupazione anche per la futura continuità e qualità delle rilevazioni, messe a rischio dall’ipotesi di un cambio di personale non formato e senza esperienza.

“Necessario e urgente aprire subito un tavolo di confronto – chiedono Francesca Piscione, Francesco Melis e Gian Vincenzo Benito Petrassi per Felsa, Nidil e Uiltemp –. Bisogna garantire e tutelare la professionalità, l’esperienza e la continuità lavorativa dei circa 400 rilevatori Istat, da anni con contratto di collaborazione coordinata e continuativa sebbene impiegati nelle due grosse indagini nazionali che rilevano dati strategici per le politiche del Paese”.

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Di fronte all’atteggiamento di netta chiusura da parte della società Csa che si è aggiudicata l’appalto e che da mesi ignora gli appelli del sindacato volti a individuare una soluzione di prospettiva per le lavoratrici e i lavoratori, le organizzazioni sindacali sollecitano da tempo un intervento diretto dell’Istituto di statistica, chiamato ad assumersi le sue responsabilità politiche in quanto soggetto pubblico.

“Una situazione che grida vergogna e per questo ci rivolgiamo ad Istat, ma anche al parlamento e al governo: recentemente, infatti, è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare.” sottolineano.

“Proseguiremo la nostra azione mettendo in campo azioni di mobilitazione e di sciopero, domani incontreremo tutti i lavoratori e le lavoratrici in una grande assemblea nazionale per decidere insieme quali saranno i passi successivi. Non ci fermeremo”, concludono.