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“Come mai all'improvviso questa frenesia?” Sarebbe stato questo l’unico commento del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, all’indomani della manifestazione dei lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche, per chiedere il rinnovo di un contratto scaduto da oltre vent’anni. “Non è mai stato firmato né affrontato, da ben sei governi – aggiunge Mazzi – Conte, Renzi, Monti, Letta, Gentiloni e Draghi”.
A questa osservazione, che sa un po’ di “se non hanno pane, mangino le brioche” ha replicato la segretaria nazionale della Slc Cgil, ieri in piazza Santi Apostoli a Roma, con oltre trecento tra artisti e maestranze da tutta Italia.
"Nel tentativo di delegittimare l'azione dei sindacati, il sottosegretario la butta in politica – ha commentato Sabina Di Marco – e irride, con le sue dichiarazioni, le lavoratrici e i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche che ieri erano in piazza a Roma per rivendicare un contratto economicamente dignitoso e la garanzia di organici adeguati".
L’insinuazione di Mazzi è che la manifestazione sia stata organizzata non a caso proprio nella settimana del referendum. "Con le sue parole – prosegue di Marco –l’onorevole conferma purtroppo che, al di là di affermazioni roboanti, il ministero della Cultura non ha risposte da dare alle richieste dei lavoratori. Pare proprio che il Re sia nudo e che il Mic annaspi delegittimato - lui sì - dalla sua stessa parte politica che non gli garantisce risorse nemmeno per rinnovare i contratti di lavoro”.
Il sottosegretario sottolinea che il governo Meloni sarebbe stato l’unico a intervenire seriamente, sedendosi intorno a un tavolo, sbloccando la situazione. Dal canto loro, i sindacati ribadiscono di non essere stati ancora convocati.
“Informiamo il sottosegretario che le manifestazioni pro o contro i referendum si terranno in altre piazze - conclude Di Marco - e che se è lui stesso a confondere le cose, non sarà certo di aiuto al presidente del Consiglio, né alla sua causa. E non saranno le sue esternazioni, dopo mesi di silenzio e assenza, a sbloccare la condizione difficile in cui versa il settore che ha bisogno di risposte compiute e non di battute".






















