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Lo sciopero e il sit-in dei lavoratori della centrale termoelettrica A2A Energiefuture di San Filippo del Mela, in provincia di Messina, proclamati per venerdì 24 luglio da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, sono stati revocati a poche ore dall’inizio. A imporre lo stop è stata una decisione di Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale, che ha dichiarato incompatibile l’astensione dal lavoro con le esigenze di sicurezza del sistema elettrico siciliano.
I sindacati spiegano di essersi dovuti adeguare alla decisione, prevista dalla normativa che disciplina gli scioperi nei servizi essenziali. La revoca, tuttavia, non modifica le ragioni della mobilitazione né interrompe la vertenza: le organizzazioni annunciano infatti nuove iniziative di protesta nei prossimi giorni.
Il dietrofront di Terna
Secondo quanto riferito da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, Terna aveva inizialmente espresso parere favorevole alla compatibilità dello sciopero il 17 luglio. Con una nota inviata soltanto poche ore prima dell’avvio della protesta, però, la società ha rivisto la propria valutazione.
Alla base della decisione ci sarebbero le ulteriori riduzioni della capacità produttiva disponibile in Sicilia e il rischio elevato di incendi boschivi nell’isola e nella bassa Calabria, condizioni che potrebbero compromettere la capacità di trasmissione dell’energia tra le due aree e rendere necessario il pieno contributo degli impianti ancora operativi.
“La revoca dimostra che la centrale è ancora strategica”
Per le organizzazioni sindacali il provvedimento di Terna finisce però per rafforzare le motivazioni della protesta. Se la centrale di San Filippo del Mela è ritenuta indispensabile per garantire la sicurezza della rete elettrica, sostengono, diventa ancora più difficile comprendere perché continui a mancare un progetto industriale per il suo futuro.
Da tempo lavoratori e sindacati denunciano infatti il rischio di chiusura dell’impianto senza un piano di riconversione capace di assicurare continuità produttiva e occupazionale. Negli ultimi anni, ricordano, sono stati annunciati diversi progetti di rilancio, ma nessuno è mai stato avviato concretamente. Anche gli impegni assunti dalle istituzioni regionali sono rimasti, finora, senza seguito.
La richiesta: riconversione e continuità produttiva
Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil ribadiscono che la centrale non ha bisogno di essere dismessa, ma di un investimento che ne accompagni la trasformazione nell’ambito della transizione energetica, preservando al tempo stesso il ruolo strategico del sito e i livelli occupazionali.
Per questo la revoca dello sciopero viene considerata soltanto una battuta d’arresto. La mobilitazione, assicurano i sindacati, proseguirà con nuove iniziative fino a quando non arriveranno risposte concrete sul rilancio della centrale di San Filippo del Mela e sul futuro dei lavoratori.






















