Nuova giornata di mobilitazione alla centrale termoelettrica A2A Energiefuture di San Filippo del Mela, in provincia di Messina, dove questa mattina (venerdì 24 luglio) i lavoratori aderenti a Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil incrociano le braccia per chiedere un futuro produttivo per l’impianto.

Alla giornata di sciopero si affianca un presidio davanti ai cancelli della centrale. La protesta arriva dopo settimane di astensione dal lavoro straordinario e rappresenta un ulteriore passo nella vertenza aperta contro quella che i sindacati definiscono una progressiva e prevedibile chiusura del sito.

L’impianto, destinato alla produzione di energia elettrica, è da tempo al centro delle preoccupazioni dei lavoratori, che denunciano l’assenza di un progetto industriale capace di accompagnarne la riconversione e di garantire continuità occupazionale.

Sindacati: “Solo annunci, nessun progetto è partito”

Secondo le organizzazioni sindacali, negli ultimi anni l’azienda ha illustrato diverse ipotesi di rilancio senza che nessuna sia mai arrivata alla fase operativa. A questa situazione si aggiunge, sostengono, l’assenza di iniziative concrete da parte delle istituzioni, nonostante i numerosi tavoli di confronto annunciati.

Nel mirino finisce anche la politica regionale. I sindacati ricordano che la nota diffusa lo scorso 8 giugno dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, con cui venivano invitati gli assessori competenti ad aprire un confronto sulla vertenza, non ha prodotto alcun risultato concreto. Anche la convocazione promessa dall’assessorato alle Attività produttive, ottenuta durante un’audizione in commissione all’Assemblea regionale siciliana, non si è mai materializzata.

La vertenza continua

Per Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil il protrarsi dello stallo alimenta inevitabilmente la preoccupazione dei dipendenti e rende sempre più teso il clima all’interno dello stabilimento. Lo sciopero di oggi viene quindi presentato come la prima di una serie di iniziative che proseguiranno fino a quando non arriveranno risposte concrete sul futuro della centrale e sulla tutela dei posti di lavoro.

L’obiettivo è ottenere un piano industriale credibile che consenta di evitare la chiusura dell’impianto e di accompagnare la transizione energetica senza scaricarne i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori.