Un lavoratore storico e delegato della Rsu dello stabilimento Alsco di Merlino è stato licenziato dall’azienda. Il provvedimento, secondo quanto riferito dalla rappresentanza sindacale, è stato formalizzato per giustificato motivo oggettivo e ricondotto dall’azienda a una riorganizzazione interna. La notizia ha provocato la reazione dei lavoratori dello stabilimento, che hanno proclamato lo stato di agitazione e organizzato un presidio davanti ai cancelli.

Sul caso sono intervenute anche le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che hanno espresso “profonda indignazione” per il licenziamento e chiesto all’azienda il ritiro immediato del provvedimento. Le tre organizzazioni contestano in particolare il fatto che la decisione sia stata assunta senza un confronto preventivo con il sindacato.

Il licenziamento e la protesta dei lavoratori

La vicenda è emersa dopo la comunicazione del licenziamento al lavoratore. La Rsu, insieme a Filctem Cgil Lodi e Femca Cisl Pavia Lodi, ha definito il provvedimento un attacco alla rappresentanza sindacale e ha contestato la motivazione legata alla riorganizzazione. La ricostruzione e le valutazioni sono state espresse dalle organizzazioni sindacali, mentre non risulta al momento una posizione pubblica dell’azienda sulle contestazioni sollevate.

Dopo il licenziamento si è svolta un’assemblea straordinaria nello stabilimento di Merlino. I lavoratori hanno quindi proclamato lo stato di agitazione e dato mandato alla Filctem Cgil di Lodi di organizzare un presidio davanti ai cancelli, chiedendo il ritiro del provvedimento.

Il presidio si è svolto venerdì 18 settembre, a partire dalle prime ore del mattino. I lavoratori hanno chiesto il reintegro del collega e hanno mantenuto la mobilitazione anche sotto la pioggia. Il giorno precedente, l’assemblea aveva espresso la propria contrarietà al licenziamento e deciso di proseguire con le iniziative sindacali.

La solidarietà dagli altri stabilimenti Alsco

Alla mobilitazione dello stabilimento di Merlino si è aggiunta la solidarietà dei lavoratori del gruppo presenti in Italia. È un elemento sottolineato dalle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil nel loro comunicato: secondo le tre federazioni, alla partecipazione all’assemblea di Merlino si è accompagnata una reazione arrivata dalle altre sedi del gruppo.

Per le organizzazioni sindacali, questa risposta mostra la dimensione che la vicenda ha assunto all’interno di Alsco. “La straordinaria e compatta partecipazione” all’assemblea e la solidarietà degli altri stabilimenti, scrivono le segreterie nazionali, rappresentano la risposta dei lavoratori a una decisione che, nella loro valutazione, incide sulle relazioni industriali e sulla dignità dei lavoratori.

Il nodo delle relazioni industriali

È proprio sulle modalità con cui è stata assunta la decisione che si concentra la contestazione di Filctem, Femca e Uiltec. Le tre federazioni sostengono che il licenziamento, motivato dall’azienda con ragioni economiche e con effetto immediato, sia avvenuto senza il confronto preventivo previsto dalle relazioni industriali.

Nel comunicato nazionale, i sindacati richiamano in particolare l’articolo 10 del Ccnl, che disciplina le relazioni industriali nel caso di procedure di riorganizzazione. Da qui la contestazione di quella che le tre organizzazioni definiscono una violazione delle procedure previste dal contratto.

Il punto sollevato dai sindacati non riguarda quindi soltanto il destino del singolo lavoratore. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil sostengono che l’assenza di un confronto preventivo rischi di trasformare le relazioni industriali in una semplice comunicazione di decisioni già assunte. Per questo chiedono l’apertura di un tavolo con l’azienda.