Coinvolto in un infortunio sul lavoro in un’azienda di Sant’Arcangelo, provincia di Potenza, stamani, 21 settembre, è morto un uomo di circa 60 anni, residente nel Senisese, nell’area sud della Basilicata, travolto da un escavatore. Le cause sono in fase di accertamento da parte dei Carabinieri, che conducono le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza. Sul posto anche gli operatori sanitari del 118 Basilicata soccorso e personale dell’Ispettorato del Lavoro. L’area interessata è stata posta sotto sequestro.

Cgil e Fillea: “Basta ai subappalti a cascata che deresponsabilizzano i datori di lavoro"

Ogni giorno in media in Italia muoiono tre persone sul lavoro – denunciano i sindacati –. Un’emergenza che va frenata subito. Dall’inizio dell’anno in Basilicata si registrano già tre vittime sul lavoro. Solo a luglio un altro operaio è morto a seguito di un incidente a San Fele, dopo giorni di agonia all’ospedale San Carlo. E appena due giorni fa abbiamo denunciato il grave incidente avvenuto in un cantiere a Senise”.

“È evidente – affermano il segretario generale della Cgil Basilicata Fernando Mega, il segretario generale della Fillea Cgil Basilicata, Angelo Vaccaro, la segreteria generale della Fillea Cgil di Potenza Pina De Cristofaro e il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito – che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro devono essere messi al centro delle azioni di questo governo e delle imprese. Serve un nuovo modello di impresa sostenibile, da un punto di vista ambientale e sociale. La sicurezza e la salute non possono essere considerati dei costi. Occorrono regole più precise e maggiore responsabilità d’impresa. Per questo diciamo basta ai subappalti a cascata che deresponsabilizzano i datori di lavoro a partire dalla sicurezza, scaricando tutti i rischi sui lavoratori. È urgente eliminare la norma che consente il sub appalto a cascata, ripristinare la parità di trattamento economico lungo la filiera degli appalti, rafforzare i controlli ispettivi, favorire un piano di assunzione negli enti preposti ai controlli e una patente a punti che faccia la selezione e qualifichi le aziende virtuose da quelle che non rispettano le misure di sicurezza”.

“Il settore dell’edilizia – aggiungono – è tra i più esposti agli incidenti sul lavoro. Per questo motivo torniamo a chiedere la piena attivazione del centro regionale per il monitoraggio degli appalti pubblici istituito con la legge regionale del 13 gennaio 2026 e lanciamo un appello a istituzioni, imprese e stazioni pubbliche appaltanti a sottoscrivere il protocollo di intesa Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil al fine di garantire la qualità del lavoro e delle opere e la tutela dei lavoratori impiegati negli appalti di lavori e interventi infrastrutturali. Si tratta di un sistema di regole che vanno nella direzione della tutela del lavoro e dei lavoratori, assicurando la realizzazione di opere di qualità e contrastando fenomeni di dumping contrattuali che si verificano per mezzo della non applicazione dei contratti collettivi nazionali e locali dell’edilizia firmati dalle associazioni datoriali e organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, oltre al rispetto e alla piena applicazione della legislazione in materia di lavoro e di tutela della salute e sicurezza, anche come deterrente per la criminalità organizzata”.

Leggi anche