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Il nodo è apparentemente semplice, ma difficilissimo da sciogliere. Come “costringere” i datori di lavoro delle strutture sanitarie private e delle Rsa ad applicare il contratto collettivo di lavoro alle lavoratrici e ai lavoratori che fanno floride le aziende, oltre a garantire assistenza e cura ai pazienti? Eh già, perché è bene ricordare che i due contratti applicati ai dipendenti di cliniche e residenze per anziani sono scaduti rispettivamente da 8 e 14 anni.
Lo strumento per sciogliere quel nodo, i sindacati l’hanno ovviamente individuato e più volte sottoposto a politica, istituzioni e associazioni datoriali, tuttavia al momento non pare esser stato nemmeno preso in considerazione. Parliamo del vincolare l’accreditamento delle strutture private con lo Stato e le Regioni all’applicazione dei contratti collettivi di lavoro.
Ed è proprio questa la rivendicazione che sindacati, lavoratori e lavoratrici porteranno venerdì 24 luglio al ministero della Salute. Non nelle stanze, ma in presidio davanti al dicastero dalle 10 alle 13 “per chiedere che il governo e le Regioni intervengano sull’annosa vicenda. Non possiamo accettare – affermano in una nota Barbara Francavilla (Fp Cgil), Antonio Cuozzo (Cisl Fp) e Ciro Chielli (Uil Fp) – che taluni facciano profitto all’interno di un mercato protetto senza adeguare i salari dei dipendenti al costo della vita, tenendoli fermi rispettivamente da 8 e 14 anni”.
Nel frattempo, infermieri, fisioterapisti, operatori e operatrici sanitarie continuano a prendersi cura delle persone ricevendo un salario che rasenta quelli da fame. “Le strutture accreditate – osservano i dirigenti sindacali – ricevono finanziamenti pubblici per garantire la copertura dei bisogni assistenziali del territorio. Per questo chiederemo di verificare quale requisito per il rilascio dell’accreditamento istituzionale la corretta applicazione dei ccnl sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, nonché chiederemo di introdurre una clausola che spinga la parte datoriale a rinnovare i ccnl alla scadenza”.
Proprio grazie alla mobilitazione – ricordiamo che negli ultimi mesi più volte lavoratori e lavoratrici hanno scioperato per chiedere salario e lavoro dignitoso – è arrivata la convocazione di un tavolo di confronto importante: l’incontro si è svolto lo scorso 20 luglio, un primo passo non ancora sufficiente. I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi hanno così commentato: “Accogliamo positivamente la convocazione del tavolo da parte della Conferenza delle Regioni, alla presenza del presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, del coordinatore della Commissione Salute e del Capo di Gabinetto del ministro della Salute. È un primo passo, ma ora servono risposte concrete. Le misure devono tutelare lavoratrici e lavoratori, non continuare a favorire le imprese. Dal ministero è arrivata l’indicazione che il decreto P.a. potrebbe prevedere un aumento dei valori dei Drg, ma resta da chiarire se sarà introdotto il vincolo che chiediamo: subordinare gli accreditamenti al rinnovo dei contratti nazionali”.
Non si può più aspettare
“Abbiamo ribadito – proseguono le tre sigle – che non è più accettabile che strutture private accreditate e finanziate con risorse pubbliche possano continuare a negare il rinnovo dei contratti. Per questo chiediamo che il rispetto dei ccnl diventi un requisito obbligatorio per ottenere e mantenere l’accreditamento. La qualità delle cure passa inevitabilmente attraverso la qualità del lavoro. Non può esserci una sanità privata accreditata che continua a crescere grazie alle risorse pubbliche mentre oltre 300mila lavoratrici e lavoratori attendono da anni il rinnovo del proprio contratto”.
E poi c’è una richiesta al governo: ci si domanda infatti come mai proprio la sanità privata e la Rsa sia stata esclusa dal cosiddetto decreto Primo maggio in cui si prevede che in assenza di rinnovo del contratto i datori di lavoro debbano anticipare una percentuale dell’inflazione maturata. Non sarà che serviva fare un favore al senatore della Lega Angelucci che di cliniche private e Rsa è proprietario?
“Abbiamo ribadito la nostra contrarietà – affermano tre i segretari generali – all’esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata e delle Rsa dall’indennità di vacanza contrattuale prevista dal decreto Lavoro. È una scelta che rischia di legittimare, anche in futuro, ulteriori ritardi nei rinnovi e di lasciare senza tutele chi opera ogni giorno in un settore essenziale. Non avendo ricevuto risposte concrete, confermiamo il presidio del 24 luglio davanti al ministero della Salute, riservandoci di mettere in campo ulteriori e più incisive iniziative di mobilitazione fino alla conquista del rinnovo contrattuale”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.


























