Si chiude con un accordo la procedura di riduzione del personale avviata lo scorso giugno da Sicor srl, società del gruppo israeliano Teva, uno dei principali produttori mondiali di farmaci equivalenti e principi attivi.

L’intesa, raggiunta venerdì scorso, 18 settembre, al ministero del Lavoro prevede che gli esuberi siano gestiti esclusivamente attraverso uscite volontarie incentivate e ricollocazioni interne. Non ci saranno quindi licenziamenti unilaterali.

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Il numero di adesioni raccolte è sufficiente a coprire integralmente gli esuberi dichiarati dall’azienda. Sono previste 29 uscite volontarie nello stabilimento di Rho, 25 in quello di Santhià e 2 a Caronno. Per quest’ultimo sito sono inoltre previste due ricollocazioni presso lo stabilimento di Santhià.

L’accordo riguarda anche alcuni aspetti economici e contrattuali. In particolare, viene limitato il possibile assorbimento degli aumenti previsti dal contratto collettivo nazionale nei superminimi individuali e viene preservato il Premio di Partecipazione.

La procedura si chiude, resta aperta Villanterio

La situazione è diversa per lo stabilimento di Villanterio, che non era stato inserito nella procedura di riduzione del personale e per il quale la vertenza resta aperta. Il prossimo passaggio è fissato per il 30 settembre al ministero delle Imprese e del made in Italy.

L’obiettivo, spiegano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, è individuare una soluzione industriale che permetta di garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito. Sul tavolo ci sono anche alcune manifestazioni di interesse già pervenute.

Per i sindacati, l’accordo raggiunto al ministero del Lavoro chiude una fase di confronto durata diversi mesi. La trattativa era stata accompagnata dallo stato di agitazione e da quattro giornate di sciopero. La partita industriale e occupazionale di Villanterio, invece, proseguirà con il confronto convocato al Mimit.