Si è svolto il 31 luglio l'incontro relativo alla cessazione dell'attività da parte della società La Valle Interlines del trasporto pubblico locale del lotto 1B, comprensorio di Reggiolo/Carpi (quota parte del trasporto extra urbano della Bassa reggiana con circa 10 lavoratori autisti) e “ancora una volta” la Filt Cgil di reggio Emilia si è trovata di fronte a “una gestione inaccettabile delle procedure, con la comunicazione ufficiale ricevuta soltanto nella serata del 29 luglio”, come scrive il sindacato in un comunicato, “modalità che non consentono un confronto serio e rispettoso né delle organizzazioni sindacali né dei lavoratori coinvolti”.

La Filt Cgil Reggio Emilia ha espresso una posizione netta e inequivocabile: “Non siamo disponibili a svolgere il ruolo di semplici certificatori di un sistema di appalti che sta dimostrando tutti i suoi limiti e il suo fallimento. Ancora una volta si chiede al sindacato di farsi carico di un sistema che non funziona e produce disagi.

Da tempo denunciamo che il modello degli appalti adottato da Seta produce effetti negativi su tutti i fronti: disservizi per l'utenza, condizioni di lavoro sempre più difficili e turni massacranti negli appalti e un aggravio delle condizioni lavorative anche per il personale diretto Seta già provato dalle strutturali di organico”.

Il sindacato fa sapere che in particolare durante il periodo scolastico i lavoratori autisti diretti di Seta sono costretti ogni giorno a sostituire su più turni il personale delle aziende in appalto. Questa situazione genera pesanti ricadute sulla conciliazione dei tempi di vita-lavoro e un ricorso strutturale e gravoso al lavoro straordinario. “Spesso – scrive – si è costretti a privilegiare il servizio extraurbano a causa della minore frequenza delle sue corse a totale discapito della regolarità del servizio urbano. Il personale diretto si trova così a dover sopperire a croniche carenze di organico e a continue criticità organizzative.

In questo contesto ci è stato chiesto nuovamente e per l'ennesima volta di sottoscrivere accordi che attraverso dimissioni concordate e verbali conciliativi in sede protetta rischiano di determinare la rinuncia definitiva a diritti maturati dai lavoratori”.

La Filt Cgil di Reggio Emilia non intende più avallare questo meccanismo che da emergenziale si sta trasformando nella normalità e si è rifiutata di “sottoscrivere e avvallare ulteriormente qualsiasi verbale di accordo che comporti una "tombalizzazione" delle posizioni individuali e la rinuncia ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori: si rispettino le procedure previste dalla legge e non si cerchino ulteriori escamotage.

Riteniamo che chi ha creato questa situazione debba assumersi fino in fondo le proprie responsabilità , la committenza sopratutto . Non saranno certamente i lavoratori a dover pagare il prezzo di scelte gestionali sbagliate”.

La richiesta della Filt Cgil reggio Emilia rimane chiara: superare il sistema degli appalti privati nel trasporto pubblico locale e riportare il servizio sotto la gestione diretta delle società committenti pubbliche, individuando un unico gestore diretto del servizio pubblico locale.

“Occorre aprire quanto prima una profonda riflessione sul tema degli appalti nel trasporto pubblico e anche dei contratti nazionali applicati nei servizi collaterali (biglietterie e verifica titoli di viaggio) con il Comune e la Provincia di Reggio Emilia , partendo dall'individuare il bene pubblico come unico essenziale ed irrinunciabile nella tutela del servizio alla cittadinanza e nel rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti – scrive il sindacato –. I diritti non si cancellano con una firma. I lavoratori non sono una variabile di costo. Adesso basta”.