Riparte il confronto tra sindacati e imprese su contrattazione e rappresentanza. Il tavolo si è riunito nella sede di Confindustria, con Cgil, Cisl e Uil e 14 associazioni datoriali, con l'obiettivo di arrivare entro la fine di settembre a un nuovo accordo quadro interconfederale.

La trattativa punta a definire regole condivise per misurare e certificare la rappresentanza effettiva delle organizzazioni sindacali e datoriali, così da contrastare il fenomeno dei contratti pirata. Sul tavolo ci sono anche salari, formazione, salute e sicurezza sul lavoro e partecipazione.

"Un buon inizio", ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell'incontro. "Il nostro obiettivo è lavorare per arrivare alla fine di questo mese il più vicino possibile a un'intesa". Il calendario prevede almeno due giornate di trattativa ogni settimana: dopo gli incontri del 9 e 10 settembre, le parti torneranno a confrontarsi il 17, 18, 21, 22 e 28 settembre, quando è prevista una verifica del percorso.

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Rappresentanza, il primo punto del confronto

"Abbiamo convenuto di proseguire, di lavorare anche oggi e nei prossimi giorni per verificare i punti d'intesa e i punti da approfondire", ha spiegato Landini. Il confronto è partito dalla rappresentanza sindacale e datoriale. "Abbiamo ragionato anche sulla misurazione della rappresentanza delle imprese e abbiamo ribadito la volontà di lavorare nel mese di settembre per cercare un'intesa".

Per la Cgil, il nuovo accordo deve rafforzare il ruolo dei contratti collettivi e garantire che a sottoscriverli siano organizzazioni effettivamente rappresentative. "Siamo qui per raggiungere un'intesa che rafforzi il ruolo dei contratti, che cancelli i contratti pirata, che definisca un sistema di rappresentanza fondata sulla certificazione reale", ha detto Landini.

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L'obiettivo era stato indicato anche prima della ripresa del tavolo. A inizio settembre, in un incontro pubblico, Landini e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini avevano manifestato la volontà di arrivare a un'intesa. "Stiamo lavorando insieme già da due anni. Da quando ci siamo insediati con Confindustria stiamo lavorando sul tema della rappresentanza che credo che sia importante", aveva detto Orsini.

Sindacati e imprese arrivano alla trattativa dopo due intese. Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo tra loro il 17 giugno, mentre le associazioni datoriali hanno definito una posizione comune il 10 luglio.

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Salari e contratto nazionale

La piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil mette al centro il rafforzamento del contratto nazionale. Ai Ccnl viene assegnato il compito di difendere il potere d'acquisto dall'inflazione e garantire una crescita reale delle retribuzioni. La proposta prevede una distinzione più netta tra il trattamento economico minimo e gli altri elementi del trattamento economico complessivo. È prevista inoltre una verifica annuale dei minimi retributivi rispetto all'indice Ipca-Nei, con meccanismi automatici di adeguamento anche nel periodo successivo alla scadenza del contratto, quando resta in vigore il regime di ultrattività.

"Nei prossimi incontri vogliamo affrontare i temi relativi al ruolo dei contratti, i salari, la formazione, la salute, la sicurezza e naturalmente il rafforzamento della contrattazione collettiva", ha detto Landini.

Le nuove tecnologie entrano nella trattativa

Un altro capitolo riguarda le trasformazioni del lavoro e l'impatto delle nuove tecnologie, a partire dall'intelligenza artificiale. La proposta delle tre confederazioni chiede nuove regole per accompagnare le innovazioni organizzative e tecnologiche nelle imprese.

Tra le richieste ci sono l'estensione del diritto alla formazione durante l'orario di lavoro, un ruolo più forte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e strumenti di informazione e consultazione preventiva quando vengono introdotte nuove tecnologie o cambiano l'organizzazione e i processi produttivi.

"Credo che sia un buon inizio, non semplice", ha osservato Landini. La trattativa, ha aggiunto, arriva in una fase delicata per il sistema industriale, manifatturiero e dei servizi italiano. "La possibilità di arrivare a un'intesa sarebbe un obiettivo importante".