Il confronto entra nel vivo. Martedì 29 e mercoledì 30 luglio Cgil, Cisl e Uil si siederanno al tavolo con le quattordici principali associazioni datoriali del settore privato per avviare la trattativa che punta alla definizione di un nuovo accordo quadro sulle relazioni industriali. Un passaggio che potrebbe ridisegnare il sistema della contrattazione collettiva italiana, fissando regole comuni su rappresentanza, salari, sicurezza, formazione e innovazione tecnologica.

Obiettivo: intesa a settembre

La piattaforma unitaria delle tre confederazioni, inviata alle controparti lo scorso 17 giugno, ha ricevuto il via libera dell’Assemblea generale della Cgil, che ha confermato il mandato a proseguire il negoziato. L’obiettivo è arrivare a un’intesa entro settembre, prima dell’apertura dei tavoli per il rinnovo dei contratti nazionali in scadenza. 

Il percorso negoziale si incrocia con un’altra novità importante. Nei giorni scorsi, infatti, le quattordici principali associazioni datoriali hanno sottoscritto un’intesa sui criteri di misurazione della rappresentanza delle imprese e sull’individuazione dei contratti collettivi di riferimento nei diversi settori. Un accordo che costituisce la base comune sulla quale costruire il confronto con le organizzazioni sindacali e contrastare il fenomeno del dumping contrattuale e dei contratti pirata.

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Le priorità della piattaforma

Al centro della proposta di Cgil, Cisl e Uil c’è innanzitutto la certificazione della rappresentanza sindacale attraverso la misurazione certificata di iscritti e voti. Un sistema pensato per garantire trasparenza e individuare con chiarezza chi rappresenta davvero lavoratrici e lavoratori.

Altro pilastro è il rafforzamento del contratto nazionale. La proposta assegna infatti ai ccnl il compito di difendere il potere d’acquisto dall’inflazione e di assicurare una crescita reale delle retribuzioni, distinguendo con maggiore chiarezza il Trattamento economico minimo dagli altri elementi che compongono il Trattamento economico complessivo.

Per evitare che i salari perdano valore durante la vigenza dei contratti, la piattaforma prevede inoltre una verifica annuale dell’andamento dei minimi retributivi rispetto all’indice Ipca-Nei, con meccanismi automatici di adeguamento validi anche quando il contratto è scaduto e si trova in regime di ultrattività.

Lavoro che cambia

Una parte rilevante del negoziato riguarda le trasformazioni del lavoro. Le tre confederazioni chiedono che il nuovo accordo introduca regole capaci di governare l’impatto delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale.

Le proposte riguardano l’estensione del diritto alla formazione durante l’orario di lavoro, il rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e strumenti più efficaci di informazione e consultazione preventiva quando le imprese introducono innovazioni organizzative o tecnologiche.

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Un’intesa da costruire

L’accordo quadro dovrà definire principi generali validi per tutti i comparti. Successivamente saranno i singoli settori a tradurre quelle regole in accordi specifici, tenendo conto delle diverse caratteristiche produttive e organizzative.

Se il negoziato dovesse concludersi positivamente, l’intesa non entrerà automaticamente in vigore. La Cgil ha già stabilito che il testo sarà sottoposto a una consultazione certificata delle iscritte e degli iscritti, aperta anche a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Un percorso che coinvolgerà fin da subito delegate, delegati e luoghi di lavoro, chiamati a discutere i contenuti della piattaforma e gli sviluppi della trattativa.