Non solo 120 posti di lavoro, ma un patrimonio di competenze scientifiche e di ricerca oncologica che rischiava di andare perduto. Era questo il cuore della vertenza del Nerviano Medical Sciences, storico centro di ricerca del territorio del Ticino Olona, arrivato a un passo dalla chiusura dopo anni di difficoltà e il progressivo trasferimento all’estero di molecole e proprietà intellettuale.

Di fronte alla crisi, la Cgil e la Filctem Cgil hanno scelto di non limitarsi alla gestione degli esuberi. La vertenza è diventata una battaglia per il rilancio industriale del centro, coinvolgendo tutti i livelli del sindacato, le istituzioni e il ministero e lavorando per individuare un nuovo soggetto disposto a investire e a salvaguardare le professionalità presenti.

Il risultato è stato il mantenimento di tutti i 120 ricercatori e la prosecuzione delle attività. Ma la storia non può considerarsi conclusa. Le testimonianze di ricercatrici e ricercatori ricordano quanto sia strategico conservare in Italia competenze capaci di accompagnare lo sviluppo di un farmaco dalla ricerca fino alla sperimentazione clinica, con ricadute che riguardano non soltanto l’occupazione, ma anche i pazienti e il futuro scientifico del Paese.

Una buona notizia, dunque, ancora da difendere: perché salvare Nerviano significa dimostrare che il sindacato può intervenire prima che una crisi diventi irreversibile e che ricerca, lavoro e politica industriale devono continuare ad avere un futuro in Italia.