L’accordo tra Stato e Regione Liguria sull’autonomia differenziata che interviene su sanità, protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa è “inutile perché non porterà alcun miglioramento alle condizioni di vita dei liguri e anzi potrebbe essere dannosa”. Ne è convinta la Cgil Liguria che questa mattina, 10 settembre, ha convocato una conferenza stampa per entrare nel dettaglio dei vari capitoli.

Sanità: nessun effetto dell’autonomia differenziata su tempi di attesa e carenza di personale

La denuncia della Cgil Liguria parte dal capitolo Sanità. Per il Quadrato rosso, “il provvedimento non interviene sulle criticità: tempi di attesa e carenza di personale. Le deroghe contenute, con risorse aggiuntive dei liguri, danno la sola possibilità di intervenire per aumentare le tariffe nella sanità privata e addirittura per promuovere una sanità integrativa pagata dai liguri. Tutto questo pagato con risorse aggiuntive che potrebbero venire dallo sciagurato aumento delle tasse. Le possibilità di fare nuove assunzioni o di intervenire sul patrimonio sanitario pubblico sono previste con le sole risorse locali e non modificano la situazione attuale che già lo prevede. Quello che è successo sino ad oggi è che non si finanziano le assunzioni ma si copre il buco in sanità con centinaia di milioni di euro. Se si vogliono aumentare gli stipendi degli operatori – si legge nella nota sindacale – l’unica strada è quella di aumentare le risorse per i fondi contrattuali e anche in questo caso nulla è previsto dal provvedimento”.

Lo stesso risultato si ritrova sul capitolo della Protezione civile

Stessa cosa per la protezione civile. "Il provvedimento – attacca la Cgil Liguria –scopre l’acqua calda: prevede che il Presidente della Regione sia Commissario straordinario, cosa che è sempre stata così, e apre a ordinanze regionali in deroga ma autorizzate sempre dal Consiglio dei Ministri: di fatto non cambia nulla se non che si solleva il Governo nazionale dalla responsabilità di intervenire e di mettere risorse aggiuntive. Nessuna regione, senza l’aiuto delle strutture e dei fondi nazionali, è in grado con le sole proprie risorse di poter far fronte a gravi situazioni emergenziali”. La Cgil, visti anche i cambiamenti climatici sempre più incombenti, chiede la creazione di un Sistema nazionale integrato di protezione civile.

Lavoro

Sul lavoro, “in Liguria abbiamo bisogno di figure professionali specifiche nei settori metalmeccanici, edili, socio sanitario. L’autonomia differenziata prevede di creare professionalità specifiche in materie non sanitarie, non regolate dai contratti nazionali e dalle leggi dello stato. Quindi le figure che si potrebbero formare potrebbero, ad esempio, essere quelle per fare i muretti a secco liguri o il pesto genovese: un po’ poco per scomodare una legge costituzionale. Il rischio è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro creando una giungla normativa difficilmente districabile”.

I fondi della previdenza complementare

I fondi della previdenza complementare hanno due nature: una deriva dalla contrattazione nazionale, l’altra la fanno le assicurazioni e le banche private. Se l’obiettivo per la Regione è quello o di costituire un fondo previdenziale ligure, che non avrebbe le dimensioni e la massa critica e l’equilibrio finanziario per reggere, oppure quello di finanziare assicurazioni e banche private troverà la ferma opposizione della Cgil perché significa utilizzare soldi pubblici per finanziare imprese private.

In sintesi, secondo la Cgil “questa autonomia differenziata scarica sul bilancio ligure costi che dovrebbe sostenere lo Stato a cui già i liguri pagano le tasse, non interviene sulle vere criticità e in più diventa pericolosa perché interviene su materie, come per esempio lavoro e previdenza, nelle quali il rischio è quello di determinare delle storture ai diritti dei lavoratori. Siccome gran parte delle materie sono di ordine sindacale, la Cgil agirà per fermare ogni tipo di degenerazione che leda gli interessi di lavoratrici e lavoratori con le mobilitazioni classiche e, se necessario, rivolgendosi ai soggetti istituzionali e costituzionali”, si legge nella nota.

Con questa intesa la Regione Liguria, anziché fare la battaglia politica con il Governo per aumentare le risorse nazionali destinate alla Liguria per sanità, sicurezza e protezione civile, lavoro e previdenza, accetta che a pagare i costi in Liguria siano i cittadini con le tasse. La Cgil ha più volte ribadito la propria contrarietà a scelte che indeboliscano l'unità nazionale.