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C’è ancora una proposta sul tavolo per il futuro dello stabilimento Cooper Standard di Battipaglia, in provincia di Salerno. È quanto emerso dall’incontro di aggiornamento che si è tenuto ieri, 9 settembre, al ministero delle Imprese e del made in Italy. Secondo quanto riferito dall’azienda, il progetto di reindustrializzazione è sostenibile sia dal punto di vista produttivo sia da quello finanziario. Restano però da verificare alcuni aspetti tecnici e commerciali prima di poter stabilire se l’operazione sia concretamente praticabile.
Il prossimo passaggio è già fissato: le parti torneranno al Mimit il 5 ottobre, anche alla luce della prossima scadenza della cassa integrazione.
Dalla chiusura alla ricerca di un nuovo acquirente
La vertenza riguarda lo stabilimento Cooper Standard di Battipaglia, che occupa oltre 370 lavoratrici e lavoratori ed è impegnato nella produzione di componenti in gomma per il settore automotive. La proprietà aveva prospettato la chiusura del sito, dando origine a una lunga mobilitazione dei dipendenti, con oltre venti giorni di sciopero.
La svolta era arrivata con l’accordo quadro raggiunto al Mimit, che aveva aperto un percorso finalizzato a evitare la chiusura attraverso la ricerca di un nuovo soggetto industriale. L’azienda aveva incaricato un advisor di individuare possibili acquirenti, prevedendo nel frattempo strumenti di sostegno per accompagnare la fase di transizione.
A luglio erano state indicate due aziende interessate allo stabilimento. L’obiettivo allora era arrivare all’individuazione di un acquirente tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Oggi il quadro si è ristretto a una sola proposta.
Il progetto è sostenibile, ma servono ancora verifiche
Nel corso dell’incontro odierno l’azienda ha spiegato che il progetto rimasto in campo presenta, allo stato attuale, condizioni di sostenibilità produttiva e finanziaria. Non significa però che l’operazione sia già definita.
Sono infatti necessari ulteriori approfondimenti per capire se il progetto possa essere effettivamente realizzato. È quindi questo il passaggio che dovrà essere verificato nelle prossime settimane, prima del nuovo confronto istituzionale.
Il Mimit, dal canto suo, ha confermato la disponibilità a sostenere l’eventuale percorso di reindustrializzazione attraverso gli strumenti istituzionali previsti dalla legge.
Il 5 ottobre il nuovo tavolo
La scadenza della cassa integrazione rende il calendario particolarmente stretto. Per questo ministero, istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali hanno già fissato un nuovo incontro per il 5 ottobre.
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alla Rsu, hanno ribadito che la soluzione della vertenza deve passare dalla reindustrializzazione dello stabilimento e dalla continuità produttiva e occupazionale.






















