“Prendiamo atto che il governo smentisce se stesso. E non è neppure la prima volta”. Il segretario confederale Cgil Pino Gesmundo e il segretario nazionale Slc Cgil Nicola Di Ceglie commentano le parole della premier Meloni che nel suo discorso al Festival dell’Economia di Trento ha smentito la scelta dell’esecutivo di privatizzare Poste Italiane.

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“Siamo di fronte a un governo in stato confusionale che dichiara, per bocca della presidente del Consiglio, di non ha mai avuto intenzione di privatizzare la maggiore azienda del Paese”, spiegano i due esponenti sindacali: “Che si tratti di confusione o di smemoratezza, è forse il caso di chiarire che già esiste un preciso provvedimento a confermare, insieme alle tante dichiarazioni e pubbliche affermazioni del ministro Giorgetti, l’intenzione del governo di ridurre fino al 30% le proprie partecipazioni al capitale azionario di Poste”.

Gesmundo e Di Ceglie così concludono: “Per tornare indietro rispetto a questa scelta sciagurata, che sindacati e lavoratori hanno sempre contrastato con fermezza, non bastano però le dichiarazioni della presidente del Consiglio. Pretendiamo una convocazione e il ritiro del decreto. La nostra lotta continuerà fino a quando non ci sarà la formale apertura di un tavolo sulle privatizzazioni da cui emergano le reali intenzioni del governo”.