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A Barcellona si è svolto l’incontro tra le organizzazioni sindacali delle regioni dei Quattro Motori d’Europa, Lombardia, Catalogna, Alvernia-Rodano-Alpi e Baden-Württemberg. Al centro del confronto una proposta comune per governare le trasformazioni industriali, tecnologiche ed ecologiche mettendo al centro lavoro dignitoso e diritti sociali.
I sindacati hanno avviato un confronto comune sulle priorità sociali e industriali per i prossimi anni, con l’obiettivo di costruire un’agenda condivisa che accompagni le trasformazioni economiche e tecnologiche in corso.
Il confronto si è svolto a Barcellona il 3 e 4 marzo, nell’ambito della presidenza catalana dei Quattro Motori, con incontri con le organizzazioni sindacali catalane e con le istituzioni regionali. Tra gli appuntamenti, il confronto con Ugt e Ccoo Catalunya e un incontro di lavoro con il presidente della Generalitat sulle proposte sindacali per il futuro della cooperazione tra le quattro regioni. Per la Cgil Lombardia erano presenti la segretaria generale Valentina Cappelletti, insieme a Giuseppe Augurusa e Francesca Baruffaldi del Dipartimento politiche internazionali della Cgil Lombardia.
Cosa sono i Quattro Motori d’Europa
I Quattro Motori per l’Europa sono una rete di cooperazione tra quattro delle principali regioni industriali europee, nata nel 1988 per rafforzare la collaborazione in ambiti come sviluppo economico, ricerca, innovazione, formazione e mobilità.
Lombardia, Catalogna, Baden-Württemberg e Auvergne-Rhône-Alpes rappresentano complessivamente circa 40 milioni di abitanti e quasi il 10% del pil europeo. Nel tempo la cooperazione si è estesa a numerosi settori strategici, con progetti comuni che coinvolgono istituzioni, università, imprese e società civile.
In questo contesto opera anche il tavolo di confronto sindacale, che accompagna la cooperazione istituzionale con proposte sul lavoro, sullo sviluppo industriale e sulla coesione sociale.
La roadmap sindacale 2026-2030
Il lavoro congiunto delle organizzazioni sindacali ha portato alla definizione di una roadmap sindacale 2026-2030, che individua alcune priorità strategiche per rafforzare la competitività europea mettendo al centro diritti del lavoro, coesione territoriale e partecipazione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori.
Tra le principali linee di lavoro: governare la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale con garanzie occupazionali e trasparenza degli algoritmi; accompagnare la transizione ecologica e la decarbonizzazione con politiche industriali che creino occupazione verde e di qualità; rafforzare le filiere industriali europee, contrastando delocalizzazioni e frammentazione produttiva; promuovere una economia inclusiva, con investimenti in formazione permanente, parità di genere e diritto all’abitare; rafforzare il dialogo sociale e la partecipazione dei sindacati nella governance delle politiche regionali.
Cgil Lombardia: “Un piano d’azione di lungo respiro”
“Le confederazioni sindacali dei Quattro Motori d’Europa hanno condiviso con la regione catalana, che per quest’anno è pro tempore alla presidenza, una proposta di sviluppo sociale e industriale che potrebbe diventare un piano d’azione di più lungo respiro, travalicando l’annualità della presidenza istituzionale”, fa sapere la Cgil Lombardia.
“Si tratta di un progetto coraggioso – prosegue – che prende forma in un contesto nazionale ma soprattutto internazionale di grande incertezza e insicurezza, sullo sfondo di un mondo che ha cambiato gli equilibri di potere con le guerre e il genocidio da un lato e, dall’altro, attraverso politiche conservatrici di destra che contraggono sia i diritti individuali che collettivi.
Abbiamo lavorato insieme per definire un’agenda sindacale 2026-2030 che interagisca con quella istituzionale. Il nostro obiettivo è fare dei Quattro Motori uno spazio di sviluppo e di coesione sociale. Vogliamo ricostruire il legame fra le filiere industriali e i territori, l’innovazione tecnologica e il rispetto per il lavoro dignitoso, la democrazia economica e l’equità.
Siamo soddisfatti di questa prima risposta istituzionale e daremo continuità al nostro progetto anche coinvolgendo i nostri interlocutori regionali”.
























