Personale sotto tiro nello stabilimento Aim di Lecce. Fim Cisl e Fiom Cgil denunciano da tempo una gestione aziendale improntata all’autoritarismo e alla compressione dei diritti e della dignità dei lavoratori. “Il nuovo corso di Aim, nata dal fallimento di Alcar, ha progressivamente ridotto gli spazi di confronto interno, scoraggiando il dialogo e ostacolando in tutti i modi la rappresentanza dei lavoratori –scrivono i sindacati in una nota unitaria –. In particolare, si segnalano atteggiamenti apertamente antisindacali, quali pressioni dirette e indirette sui lavoratori iscritti al sindacato e un clima di diffidenza verso ogni forma di tutela collettiva”.

Tra i lavoratori emerge una crescente preoccupazione in merito alle pratiche gestionali adottate dalla direzione aziendale”, spiegano i segretari generali provinciali di Fim e Fiom, Maurizio Longo e Ciro Di Gioia. “Gli operai lamentano un modello organizzativo fortemente verticistico, caratterizzato da decisioni unilaterali, scarsa trasparenza, limitato coinvolgimento del personale nei processi decisionali che compromettono non solo il benessere, la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma che lasciano anche forti dubbi sulle prospettive future del sito leccese”.

Diversi licenziamenti per motivi disciplinari, l’ultimo dei quali ha interessato persino un delegato sindacale

Negli ultimi mesi la situazione ha raggiunto livelli di vera e propria emergenza. Si registrano frequenti richiami disciplinari, cambi di mansione (demansionamenti) ai lavoratori sgraditi, criteri valutativi percepiti come punitivi piuttosto che meritocratici, diversi licenziamenti per motivi disciplinari, l’ultimo dei quali ha interessato persino un delegato della Rappresentanza sindacale aziendale. A questi fatti si aggiunge un numero imprecisato di lavoratori in staff-leasing messi alla porta, magari solo per aver osato prendere la parola in assemblea. “Tale contesto organizzativo, oltre a incidere negativamente sul benessere psicofisico del personale, rischia di compromettere la qualità del lavoro e la sostenibilità a lungo termine dell’attività aziendale stessa”, prosegue la nota.

I sindacati annunciano azioni incisive: “Non staremo a guardare. Reagiremo con tutti gli strumenti sindacali e legali per rimettere nella giusta dimensione il rispetto dei diritti dei lavoratori, della libertà sindacale e della dignità personale. Principi sanciti dall’ordinamento giuridico e pilastri imprescindibili di qualsiasi impresa moderna e responsabile”, concludono Longo e Di Gioia.

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