PHOTO
Il futuro di Plenitude passa da nuovi investimenti e dall’ingresso di capitali esterni, ma con il controllo che resterà in capo a Eni. È quanto emerso nell’incontro del 20 marzo tra la direzione del personale della società energetica, i rappresentanti di Eni Spa e le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Il confronto era stato chiesto dai sindacati dopo le notizie circolate sugli organi di informazione riguardo a un possibile deconsolidamento della società dal gruppo.
Durante la riunione l’azienda ha spiegato che la strategia dei prossimi anni prevede forti interventi finanziari per consolidare e far crescere il business. L’obiettivo è sostenere la trasformazione e l’espansione delle attività con un piano di investimenti rilevante nel prossimo triennio. Per farlo, Plenitude punta ad attrarre nuovi investitori.
Eni manterrà la maggioranza
Secondo quanto riferito dall’azienda, l’operazione non comporterà la perdita del controllo da parte del gruppo energetico. L’ingresso di capitali avverrà attraverso investitori non equity (coloro che forniscono capitale senza acquisire quote di proprietà, ndr) e tramite un aumento di capitale, ma Eni continuerà a detenere la quota di maggioranza della società. A regime, è stato spiegato, il gruppo manterrà il controllo del 65 per cento del capitale.
Un elemento che i sindacati ritengono importante chiarire anche nel prossimo piano industriale, atteso per il mese di maggio, che dovrà tradurre questa strategia in scelte concrete sul piano industriale e sugli assetti societari.
Relazioni industriali e ruolo delle Rsu
Nel confronto le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di accompagnare la trasformazione aziendale con un sistema di relazioni industriali più partecipativo. Secondo Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, il rafforzamento del dialogo con le rappresentanze dei lavoratori deve diventare uno degli assi strategici per governare i cambiamenti organizzativi.
In questa prospettiva, i sindacati chiedono un protocollo rinnovato che valorizzi il ruolo delle Rsu nei diversi livelli aziendali. L’obiettivo è costruire una partecipazione reale ai processi decisionali, in modo da affrontare la fase di crescita e trasformazione con strumenti condivisi.
Preoccupazioni su welfare e flessibilità
Nel corso dell’incontro è stata espressa anche una forte preoccupazione per l’assenza, nel confronto attuale, dei temi legati alla flessibilità lavorativa e alle politiche di welfare. Per le organizzazioni sindacali si tratta di aspetti centrali per sostenere la qualità del lavoro e la conciliazione tra vita professionale e familiare.
Secondo Filctem, Femca e Uiltec questi strumenti rappresentano oggi elementi essenziali per garantire la sostenibilità del lavoro e dovrebbero essere parte integrante della strategia aziendale.
L’impatto dell’intelligenza artificiale
Un altro nodo riguarda l’introduzione sempre più diffusa dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. I sindacati ritengono necessario governare questa fase di innovazione evitando che l’evoluzione tecnologica si traduca in una riduzione dei livelli occupazionali.
Per questo le tre organizzazioni chiedono l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che possa monitorare l’impatto delle nuove tecnologie sul lavoro. L’obiettivo è accompagnare i cambiamenti assicurando che l’efficienza gestionale proceda insieme alla tutela delle persone e delle loro professionalità.






















