La mobilitazione dei lavoratori produce i primi effetti. Dopo l’apertura dello stato di agitazione e la proclamazione di 16 ore di sciopero, la trattativa tra Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna e le organizzazioni sindacali registra un’accelerazione significativa. Al termine di due giorni di confronto serrato, azienda e sindacati hanno ridotto sensibilmente le distanze sui temi considerati prioritari, aprendo la strada a una possibile intesa.

Organici e linee, i due nodi più urgenti

Il negoziato, proseguito per l’intera giornata del 29 giugno e nella mattinata del 30 giugno, si è concentrato sui due punti che avevano determinato l’apertura della vertenza: l’adeguamento degli organici e l’organizzazione del lavoro.

Secondo quanto riferiscono Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Rsu, sono stati compiuti importanti progressi sia sul fabbisogno di personale necessario a superare le attuali inefficienze produttive sia sulla definizione dei parametri relativi al numero di addetti per linea, con l’obiettivo di alleggerire i carichi di lavoro nei reparti. I testi relativi a questi due capitoli sono ora nella fase finale di definizione e richiedono soltanto le ultime verifiche tecniche prima della possibile formalizzazione dell’intesa.

Mauriello: “Un accordo che guarda anche alla fabbrica di domani”

“Stiamo costruendo un’intesa che non serve soltanto a governare le criticità di oggi, ma che pone le basi per organizzare il lavoro della fabbrica di domani”, commenta Vincenzo Mauriello, funzionario della Filctem Cgil Bologna. “L’obiettivo è dare risposte immediate ai lavoratori, ma anche costruire un modello organizzativo più solido, capace di sostenere lo sviluppo industriale dello stabilimento e valorizzarne il potenziale.”

Le parti hanno già fissato un nuovo incontro per il prossimo 7 luglio. Una volta chiusi i primi due capitoli, il confronto proseguirà sugli altri temi contenuti nella piattaforma sindacale. Tra questi figurano la regolamentazione del ricorso al lavoro in somministrazione, con l’obiettivo di limitare la precarietà e favorire percorsi di stabilizzazione, la revisione del sistema di classificazione del personale e degli sviluppi professionali, oltre al rafforzamento delle agibilità sindacali attraverso strumenti di comunicazione interna come la bacheca virtuale.

Lo stato di agitazione resta aperto

Le organizzazioni sindacali giudicano positivamente gli sviluppi delle ultime ore e ritengono che l’accelerazione del confronto confermi l’efficacia della mobilitazione avviata dai lavoratori. Allo stesso tempo riconoscono la disponibilità mostrata dall’azienda nel ricercare soluzioni sui temi più urgenti.

Nonostante i progressi, lo stato di agitazione non viene revocato. Filctem, Femca, Uiltec e Rsu spiegano che la mobilitazione sarà superata soltanto con la conclusione dell’intero percorso negoziale e con il raggiungimento di un accordo complessivo su tutti i punti della piattaforma.