Electrolux oggi ha espresso una disponibilità di massima a discutere di un nuovo piano “ma in modo ancora generico e per del tutto insufficiente”. Inizia così la nota di Fiom, Fim e Uilm, che continuano la battaglia a difesa dei lavoratori, delle lavoratrici e della produzione.

Inoltre, spiegano i sindacati, “emerge con sempre maggiore evidenza che solo un intervento straordinario delle istituzioni può salvaguardare il settore e sbloccare la vertenza”. Nel prossimo incontro del 14 luglio dunque “attendiamo delle prime risposte dalla azienda, a partire da Cerreto, mentre il 21 luglio chiederemo una azione forte a governo o Regioni”.

Da parte sua, la direzione di Electrolux “ha dettagliato difatti le dinamiche che negli ultimi anni la hanno indotta a rivedere in peggio i piani per l’Europa e per l’Italia: una domanda di mercato post pandemia inferiore alle proiezioni, un calo dei prezzi medi di vendita dei prodotti, una maggiore capacità concorrenziale delle case asiatiche rispetto al previsto grazie ai minori costi di produzione; inoltre dopo una prima impennata sono rientrate anche le tariffe di trasporto dall’Asia all’Europa”.

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La proprietà ha poi affermato che nel piano originariamente presentato alcuni prodotti dovrebbero andare in Thailandia o in Cina. “Tuttavia – proseguono i metalmeccanci – Electrolux si è detta in linea di principio disposta a elaborare un piano industriale, a patto che si intervenga su alcune leve di competitività, quali la modifica della tassa europea Cbam, il costo della energia, la modifica dell’organizzazione del lavoro, il sostegno all’innovazione e il contenimento dei costi strutturali”.

Giacché è impossibile pensare di inseguire i concorrenti asiatici con il costo del lavoro o pensare di recuperare il gap competitivo con la sola produttività, “occorre premere in sede europea per una modifica della tassa europea Cbam, che oggi paradossalmente insiste sulle importazioni dei soli componenti ma non sugli elettrodomestici finiti, e verificare con governo e Regioni quali azioni straordinarie possono essere intraprese per salvaguardare il settore degli elettrodomestici e sbloccare la vertenza Electrolux – concludono –, a partire dal costo dell’energia e dal sostegno alla ricerca”.