“La produzione è completamente ferma, i 60 lavoratori sono al 100 per cento in solidarietà, non è stato avviato alcun corso di formazione o percorso di outplacement, lo stabilimento versa in un totale stato di abbandono”. Questo il grido d’allarme della Fiom Cgil Veneto riguardo la situazione della Fdf srl di Vallese di Oppeano (Verona), azienda produttrice di barre cromate e facente parte del gruppo bresciano Aso Hp.

La società sta attraversando una complessa fase di ristrutturazione che ha portato l'organico da un centinaio a circa 60 dipendenti. Le prime difficoltà, legate ai cali di mercato del 2019, si sono aggravate a causa di un importante investimento per l'apertura di un nuovo stabilimento in India, determinando una grave crisi di liquidità che ha impattato sui pagamenti a maestranze e fornitori e bloccato le linee di credito.

“Per far fronte al blocco produttivo e tutelare l'occupazione – spiega la categoria Cgil – l'azienda ha esaurito tutti gli ammortizzatori ordinari e straordinari, ricadendo nella cassa di solidarietà in deroga con scadenza ad aprile 2027, autorizzata dal ministero, affiancata da politiche attive regionali per facilitare le ricollocazioni volontarie”

La proprietà ha provato a far ripartire la manutenzione entro fine anno per rilanciare l'attività produttiva dall'inizio del 2026, forte della recente ricapitalizzazione approvata dai soci, della rinegoziazione del debito bancario e dell'individuazione di un nuovo fornitore.

“Nonostante le rassicurazioni degli scorsi mesi, i tentativi di rilancio e ripartenza non stanno dando i frutti sperati”, conclude la nota sindacale: Fiom Cgil e Uilm Uil Verona, in accordo con le Rsu, hanno dunque richiesto ufficialmente la convocazione urgente delle parti presso l’Unità di crisi della Regione Veneto con l'obiettivo prioritario di salvaguardare il presidio industriale e la continuità lavorativa”.

Fiom Verona: “Istituzioni cerchino un nuovo acquirente”

“Non possiamo accettare che la vita e il futuro di 60 famiglie vengano congelati nell'incertezza, in attesa della naturale scadenza dell'ammortizzatore sociale ad aprile 2027”, dichiara il segretario generale Fiom Cgil Verona Martino Braccioforte: “Il lavoro è un diritto fondamentale garantito dalla nostra Costituzione e la dignità di chi vive del proprio lavoro non può essere sacrificata sull'altare dell'inerzia aziendale”.

Il dirigente sindacale così conclude: “Se la proprietà non è in grado di riavviare gli impianti in tempi rapidi e certi, si deve prendere atto della realtà e percorrere strade alternative. Le istituzioni e la Regione devono attivarsi da subito per la ricerca di un acquirente o di un nuovo soggetto industriale interessato al sito, unico modo per garantire la continuità produttiva e la piena salvaguardia occupazionale”.