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Si è svolto lunedì 14 settembre il primo incontro presso il ministero delle Imprese relativo al tavolo di crisi aziendale che riguarda Arcelor Mittal Coils Lamiere Nastri (Amcln) di Torino, società da oltre un anno in composizione negoziata della crisi. All’incontro hanno partecipato, oltre alle organizzazioni sindacali, i rappresentanti di Cln e l’esperta incaricata dal Tribunale di Torino per la gestione della procedura.
“Dopo il tentativo, non andato a buon fine, del socio di minoranza Arcelor Mittal di acquisire il 100 per cento della società, nelle ultime settimane ha manifestato interesse all’acquisizione l’acciaieria Arvedi di Cremona”, spiega la Fiom Cgil: “La manifestazione d’interesse vincolante, presentata da Arvedi nell’ambito della composizione negoziata della crisi ancora aperta, prevede il controllo totale di Amcln”.
L’esperta ha comunicato che il 16 settembre il piano industriale sarà esposto ai creditori, chiamati a esprimersi in merito. L’incontro si è concluso con la programmazione di un secondo appuntamento, fissato per il 6 ottobre presso la sede romana del Mimit, al quale si auspica la presenza di Arvedi per illustrare alle parti sociali il piano industriale.
“Esprimiamo forte preoccupazione per lo stato attuale della società”, commenta la Fiom: “La maggior parte dei circa 400 dipendenti dei sei stabilimenti è ormai da diverse settimane in ricorso significativo agli ammortizzatori sociali, con un impatto rilevante sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori”.
La categoria Cgil così conclude: “A oggi non abbiamo ancora ricevuto il piano industriale e, di conseguenza, restano molti dubbi sui livelli occupazionali futuri e sulla natura degli investimenti che Arvedi intende realizzare per Amcln. Riteniamo indispensabile che il piano sia presentato in modo chiaro e tempestivo, garantendo trasparenza sui destini occupazionali e sulla sostenibilità industriale dello stabilimento torinese”.






















