Un bracciante morto e altri otto rimasti feriti in un incidente lungo la Provinciale 45, in località Montesecco, nel territorio di Serracapriola.

A bordo del mezzo un gruppo di braccianti di origine marocchina, lavoratori agricoli in Molise.

Il furgone, per cause da chiarire, ha improvvisamente lasciato la carreggiata, finendo in una cunetta e ribaltandosi. Dai primi accertamenti non risulterebbero coinvolti altri veicoli. 

Oltre alla vittima già accertata, particolarmente serie sarebbero le condizioni di uno dei lavoratori feriti, che ha subito un grave politrauma. Dopo essere stato intubato sul posto dai sanitari, è stato trasferito al Policlinico di Foggia. Gli altri feriti sono stati invece condotti all'ospedale di San Severo.

Nei soccorsi sono stati impegnati numerosi mezzi del 118 e anche l'elisoccorso. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, i carabinieri e gli agenti della polizia locale. I carabinieri stanno effettuando gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica e verificare cosa sia accaduto nei momenti immediatamente precedenti al ribaltamento. 

Cgil e Flai Foggia: accertare regolarità rapporti di lavoro 

Nell'esprimere profondo dolore per la morte di un operaio agricolo nell'incidente stradale nel territorio di Serracapriola, Cgil e Flai Cgil di Foggia “rilanciano alle istituzioni e alla politica, a ogni livello, la forte denuncia sulle condizioni di lavoro e di trasporto nel settore primario specie in questo periodo dell'anno, che reclamano azioni di contrasto e prevenzione maggiori”.
“Il 4 e 6 agosto di otto anni fa in due distinti incidenti nelle stesse zone della provincia di Foggia, persero la vita 16 braccianti stranieri. Passano gli anni e siamo qui a commentare ancora tragici eventi – sottolineano i segretari generali Gianni Palma e Giovanni Tarantella – Per chi lavoravano questi operai agricoli? Avevano un regolare contratto? L'impresa organizzava il trasporto o delegava a chi? Queste sono le domande alle quali ci aspettiamo risposte perché sulle imprese che utilizzano le maestranze ricadono le responsabilità”.

"Non deve passare la logica della casualità di fronte a precise responsabilità di legge per chi assume e ha dovere di vigilare anche su regolarità del trasporto, spesso lasciato all'utilizzo di mezzi obsoleti – aggiungono – Purtroppo assistiamo a un totale disimpegno del Governo nelle politiche di contrasto al caporalato, come dimostrano i milioni persi per il superamento degli insediamenti informali".

“Va dato atto al lavoro delle forze dell'ordine e magistratura – concludono – ma servirebbe una assunzione di responsabilità generale, a ogni livello, a partire da istituzioni e fino alle associazioni d'impresa, cosi come indica la legge 199/2016. Basta sfruttamento, basta morti di lavoro”.