Non riesci a comprare pane, latte, spaghetti e passata di pomodoro? Non ti preoccupare, puoi sempre fare la spesa a rate. L’idea è venuta a una grande catena di supermercati molto diffusa a Roma, che ha introdotto il sistema di pagamento differito, in collaborazione con una società finanziaria: l’intero importo a 30 giorni senza costi aggiuntivi, in tre rate mensili a tasso zero oppure con un vero e proprio finanziamento da 6 a 12 rate ma con gli interessi.

Lupa capitolina e bambini affamati

I cartelloni pubblicitari mostrano una lupa capitolina sorpresa e probabilmente affamata e i piccoli Romolo e Remo seduti sotto di lei che anelano al latte dei suoi seni. “Un tempo le rate servivano per comprare l'automobile o i grandi elettrodomestici, migliorando anche la qualità della vita delle persone – denuncia Natale Di Cola, segretaria generale Cgil Roma e Lazio -. Era un fatto che consentiva di costruire un futuro migliore per la propria famiglia. Oggi servono per riempire il frigorifero, per comprare il pane, il latte, la pasta. È inaccettabile. Cos'altro deve accadere prima che il governo e le istituzioni del territorio affrontino il caro vita?”.

Buy Now Pay Later

Oggi quindi lo strumento finanziario può essere utilizzato per riempire il carrello della spesa alimentare, per gli acquisti di tutti i giorni: questo vuol dire che le famiglie non ce la fanno neppure a mettere insieme il pranzo con la cena, “è la misura della difficoltà che vivono le persone nel nostro Paese” commenta Di Cola. Senza contare i rischi insiti nell’accendere un finanziamento di questo tipo, compra ora, paga dopo (Buy Now Pay Later): il sovraindebitamento, ovvero non riuscire a sostenere più pagamenti dilazionati.

Inflazione e redditi

Le responsabilità sono quelle che il sindacato denuncia da anni: l’inflazione che galoppa e i redditi che sono fermi, anzi che arretrano. A luglio di quest’anno secondo le rilevazioni Istat, il carrello della spesa risultava più caro dell’1,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Gli alimentari non lavorati registravano ancora un incremento del 3,8.

Più significativo è il confronto nel medio periodo. Secondo i dati richiamati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 24,9 per cento.

Calmierare i prezzi

“Da tempo intermediari finanziari e istituti di credito hanno normalizzato la rateizzazione anche di piccoli importi – prosegue Di Cola -, cambiando anche il nostro rapporto con i consumi. Ce la raccontano come libertà e comodità per la clientela ma la verità è che si sta sfruttando la crisi delle persone per massimizzare ancora di più i profitti su beni primari e irrinunciabili. Bisogna calmierare i prezzi, accendere i fari sui rincari ingiustificati per combattere le speculazioni e serve, soprattutto, un'alternativa pubblica, perché è incredibile che l'accesso al cibo continui a essere esclusivamente nelle mani del mercato e del comportamento opportunistico della grande distribuzione”.