Un sindacalista della Fillea Cgil Palermo, mentre stava svolgendo, come di consueto, l'attività di controllo nei cantieri di Palermo, per il rispetto dell’ordinanza sul caldo, è stato aggredito dal referente di un’impresa. Il fatto, accaduto pochi giorni fa, è stato reso noto dalla Fillea Cgil di Palermo. 

“Denunciamo quanto accaduto e rimettiamo di nuovo al centro del dibattito il tema della salute e della sicurezza dei lavoratori - afferma il segretario generale Piero Ceraulo -. È il colmo che il sindacato, che effettua i controlli, spesso in sostituzione di chi dovrebbe farli per competenza, si trovi a essere minacciato e al centro di colluttazioni con i datori di lavoro. Chiamando le forze dell’ordine, non sanno come intervenire: questo è il dramma più allucinante legato alla corretta applicazione dell’ordinanza sul caldo".
Fabio Pace, della Fillea, è stato strattonato e spintonato fuori dai cancelli da un referente di un'impresa che ha un cantiere in corso in città. Sono intervenuti gli altri lavoratori mentre il sindacalista ha poi chiamato le forze dell’ordine.
“È stato uno sfogo prepotente, per incutere timore, quando alla fine noi siamo rimasti lì e abbiamo fatto la nostra parte lo stesso. Quello che mi amareggia - dice Fabio Pace - è che viaggiamo con armi smussate. Chiami la polizia e non riesci ad avere risposte, ci culliamo con ordinanze spot ma poi non si sa chi deve intervenire per farle rispettare. Perché la Regione non fa un numero anonimo per le segnalazioni dai luoghi di lavoro? Perché non si ragiona su come risolvere la situazione? Su questo ci dobbiamo principalmente battere”.
La Fillea chiede il rafforzamento dei controlli e una cabina di regia per coordinare l’azione di vigilanza.
“Non è ammissibile che il sindacato venga lasciato solo - proseguono Ceraulo e Pace -. Chi ha il compito di controllo del rispetto dell’ordinanza? E nel caso di inadempienza, chi applica le sanzioni previste? Purtroppo le poche risorse a disposizione non riescono a garantire controlli capillari, pur riconoscendo lo sforzo che l'Ispettorato mette in atto durante la propria attività ispettiva con pochi uomini. Riteniamo non più rinviabile un rafforzamento degli strumenti ispettivi e di vigilanza”.