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Stato d’agitazione e un pacchetto di 24 ore di sciopero. Questa la decisione di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Rsu della Mazzotti di Ravenna, storica azienda agromeccanica produttrice d’irroratrici semoventi per colture a filari, dal 2017 di proprietà della multinazionale statunitense John Deere, che il 5 maggio ha dichiarato la chiusura, con il contestuale licenziamento dei 34 lavoratori.
Lunedì 8 giugno si è svolto un ulteriore incontro (il precedente è del 28 maggio) con l’azienda. “Anche questo confronto – spiegano i sindacati – si è concluso senza i necessari passi avanti e con profonde distanze ancora presenti tra le richieste da noi avanzate e le posizioni della società, che ha confermato la messa in liquidazione e l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo”.
Fiom, Fim e Uilm rilevano che “significative divergenze permangono sia sul piano economico sia su quello organizzativo. A oggi non è stato ancora presentato un piano chiaro relativo all'organizzazione del lavoro, ai livelli occupazionali e alla distribuzione delle mansioni. Restano inoltre forti criticità riguardo alle tempistiche complessive del percorso e non risulta ancora definita in maniera trasparente l'effettiva disponibilità economica che l'azienda intende mettere a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici”.
Lo stato di agitazione rappresenta “un segnale chiaro della crescente preoccupazione e del malcontento che si stanno diffondendo tra i lavoratori che prevede il blocco degli straordinari, delle flessibilità e delle reperibilità, e a livello aziendale potranno essere proclamati scioperi complessivamente di almeno 24 ore”.
Il prossimo incontro è fissato per il 17 giugno. “Chiediamo all'azienda – concludono Fiom, Fim e Uilm territoriali – di presentarsi al tavolo con proposte concrete, dati trasparenti e un piano credibile che possa finalmente ridurre le distanze oggi esistenti. I lavoratori e le lavoratrici non possono più attendere risposte vaghe: servono certezze, garanzie e impegni concreti”.






















