A Massa Carrara è la vertenza più preoccupante e negli ultimi mesi la lotta dei lavoratori a The Italian Sea Group riempie le cronache dei giornali ed è seguita con apprensione dalla cittadinanza. Perché il cantiere, ci ha detto Nicola Del Vecchio, segretario generale della Camera del Lavoro, “occupa poco meno di 500 dipendenti, dai 550 di inizio anno. In molti si sono dimessi. E dal gruppo dipendono anche oltre 1500 lavoratori dell’indotto. Numeri importanti in un territorio in cui il manifatturiero è già in crisi”. 

I sindacati e gli operai sono in attesa di essere convocati dall’unità di crisi della Regione Toscana, “alla quale abbiamo chiesto – dichiara il segretario della Cgil – un incontro urgente, alla presenza della proprietà, dei commissari e di tutte le istituzioni. Chiediamo un impegno collettivo per garantire una prospettiva di sviluppo seria, capace di occupare tutte le maestranze. Per gli operai è cambiato molto negli ultimi mesi: i dipendenti diretti e chi lavora nell’indotto non ne può più di questa condizione di incertezza”. 

Il clima in cantiere è molto brutto – ha raccontato ai microfoni di Collettiva Fall Cheikh Tdiane, delegato Fiom Cgil di The Italian Sea Group –. In questa crisi stiamo cercando in tutti i modi di avere certezze, ma non ci riusciamo, la dirigenza non ti dice le cose come stanno ed è una fase molto critica per noi. I colleghi chiedono di avere certezze, quello che sappiamo lo veniamo a sapere attraverso i giornali”.

(Montaggio video di Daniele Diez)

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