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Fino a 210 posti di lavoro a rischio. È questa la dimensione della crisi che potrebbe investire il gruppo Aeffe, storico nome della moda italiana fondato da Alberta Ferretti. Secondo quanto denunciato dalla Filctem Cgil, le procedure di licenziamento riguarderebbero circa 170 lavoratori nella sede centrale di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini e una quarantina a Milano. Numeri che colpirebbero soprattutto il polo romagnolo, in particolare le società Aeffe e Pollini, cuore produttivo e simbolico del gruppo.
Si tratta però di cifre che l’azienda non ha ancora confermato ufficialmente. Un silenzio che non rassicura lavoratori e sindacati e che contribuisce ad alimentare un clima di forte incertezza, in una fase già segnata da difficoltà economiche e scelte industriali delicate.
La mobilità e lo stop al ministero
Le procedure di mobilità avrebbero dovuto scadere pochi giorni prima di Natale. Il percorso si è però interrotto a Roma, al ministero del Lavoro. “Prima del 25 dicembre abbiamo avuto un incontro e le nostre osservazioni sono state accolte”, spiega Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil di Rimini. In quella sede è stato chiarito che l’azienda non avrebbe potuto avviare licenziamenti mentre era ancora in corso la cassa integrazione straordinaria che coinvolge circa 500 dipendenti.
Una presa di posizione che ha congelato, almeno temporaneamente, l’avvio degli esuberi. Ma non ha risolto il nodo di fondo: cosa accadrà il 12 gennaio, allo scadere degli ammortizzatori sociali? Quale strategia intende adottare l’azienda?
Le alternative ai licenziamenti
Il contesto è quello di una crisi formalmente riconosciuta. Nell’ottobre scorso Aeffe ha presentato istanza per accedere alla composizione negoziata della crisi d’impresa, uno strumento pensato per accompagnare le aziende in difficoltà attraverso un percorso assistito. La Camera di commercio della Romagna ha nominato come esperto indipendente Riccardo Ranalli, commercialista iscritto all’Albo dei revisori dei conti.
Secondo la Filctem Cgil, la strada dei licenziamenti non è l’unica possibile. “Ci sarebbero dei percorsi per attenuare l’impatto della manovra dell’azienda”, sottolinea Baiesi. Il punto centrale, per il sindacato, è capire come l’esperto indipendente e la direzione aziendale intendano muoversi. A giudizio della Filctem Cgil esistono ancora soluzioni praticabili attraverso gli ammortizzatori sociali, senza arrivare a una rottura traumatica.
Se Aeffe sceglierà di non percorrere queste strade, avverte Baiesi, “si assumerà le sue responsabilità”. Una dichiarazione che lascia intendere un possibile inasprimento del confronto sindacale.
Il ruolo della Regione
Nella partita entra anche la Regione. Baiesi ricorda l’esistenza di un accordo regionale che vincola le imprese a utilizzare tutti gli strumenti di sostegno al reddito prima di ricorrere ai licenziamenti. Un impegno che, secondo la Filctem Cgil, deve essere rispettato. Da qui l’appello affinché la Regione faccia sentire il proprio peso istituzionale e politico.
L’obiettivo dichiarato è arrivare al prossimo incontro con il ministero del Lavoro, fissato per il 12 gennaio, con una prospettiva condivisa. Ma il sindacato denuncia il rischio che l’azienda stia riproponendo “una strada già vista”, fatta di tagli e ridimensionamenti.
Una crisi che viene da lontano
La vicenda dei possibili licenziamenti si inserisce in un quadro economico complesso. Nei primi sei mesi del 2025 Aeffe ha registrato un calo dei ricavi del 27%. Nel 2024 il fatturato si era fermato a 251 milioni di euro, contro i 319 milioni dell’anno precedente. Un ridimensionamento significativo, confermato anche dalla scelta di uscire volontariamente dal segmento Star della Borsa Italiana.
Numeri che spiegano la tensione in corso, ma che non cancellano, secondo sindacati e lavoratori, la necessità di scelte responsabili. Il confronto è aperto. Il tempo, però, stringe.






















