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Nessun vero passo avanti sul futuro dello stabilimento LFoundry di Avezzano (L'Aquila). A dirlo è la Fiom Cgil, ridimensionando la lettura positiva emersa dopo il tavolo al ministero delle Imprese e denunciando l'assenza di un piano industriale capace di garantire lavoro, commesse e investimenti tecnologici per il sito marsicano.
“Dall'incontro al ministero – dicono Fiom Cgil L’Aquila e comitato degli iscritti Fiom – non sono emerse reali e concrete aperture da parte della dirigenza della LFoundry riguardo un rilancio industriale, ma solo dichiarazioni di circostanza dovute al contesto”.
Il sindacato contesta anche l'idea di una crisi legata al mercato, ricordando che quello dei semiconduttori è “in forte crescita su tutti i settori di riferimento”. Per la Fiom, la situazione attuale dello stabilimento sarebbe invece il risultato di scelte “volute e disegnate da proprietà e vecchio ceo, poi avallate e gestite dal management locale”.
La richiesta della Fiom è di sapere se il piano presentato nel dicembre 2025 per lo stabilimento marsicano sia ancora valido, alla luce “della sua inefficacia e dell'avvicendamento ai vertici aziendali”, e in che modo il nuovo ceo intenda modificarlo per riportare lavoro ad Avezzano.
“Il futuro di oltre 1.200 famiglie non può essere legato a speculazioni finanziarie o propaganda politica”, conclude la nota: “Non ci interessano i comunicati stampa, a noi interessano i posti di lavoro, le commesse, gli investimenti tecnologici e un piano industriale serio che a oggi continua a non esserci”.






















