Tragedia sfiorata al Via del Mare. Ieri durante i lavori di rifacimento della copertura degli spalti, in vista dei Giochi del Mediterraneo in programma ad agosto, un operaio di 72 anni è stato colpito da una fune d’acciaio, riportando un trauma alla testa e al collo e una frattura della vertebra cervicale per la quale resta sotto osservazione al Fazzi. Per fortuna il casco ha evitato conseguenze peggiori.

Duro il commento di Tommaso Moscara e Luca Toma, segretari generali di Cgil Lecce e Fillea Cgil Lecce: “Abbiamo assistito con crescente preoccupazione all'enfasi con cui venivano documentati quasi in tempo reale i lavori in corso per la realizzazione della copertura dello stadio Via del Mare di Lecce”, dicono i due sindacalisti. “Lavori su cui, da sempre, incombe il rispetto dei tempi affinché la struttura sia pronta. Un'enfasi sulla speditezza del cantiere, che oggi mostra con brutalità aspetti ritenuti da molti secondari, se non irrilevanti: la velocità, i ritmi di lavoro ossessivi, le pressioni per fare in fretta sono fattori di rischio, che finiscono per creare insicurezza”.

Fa riflettere l’età dell’operaio colpito: “Un uomo di 72 anni, e già sull’età molti ragionamenti andrebbero fatti, a pomeriggio inoltrato, e anche l’orario dovrebbe interrogarci su quanto in realtà duri la giornata di un operaio edile a maggior ragione col caldo e l’afa registrati ieri, è stato colpito da una fune. Le stesse funi, la cui dimensione, pesantezza e capacità di carico, ma anche velocità nella posa in opera, venivano celebrate sui social. Per fortuna il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) ha evitato un epilogo fatale. Ciò però non può esimerci dal fare un’amara riflessione: l’ossessione dei tempi e delle scadenze deve essere messa da parte, quando rischia di compromettere salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Secondo i dati elaborati dall’Inail, nei primi quattro mesi dell’anno, gli incidenti denunciati in provincia di Lecce sono stati 1480, 40 in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (9.493, ossia 500 in più, a livello regionale). Cresciuti anche gli incidenti mortali: 3 a Lecce (non ce n’erano lo scorso anno) e 21 in Puglia (nel 2025 furono 18). “Un’opera va costruita affinché sia utile e sicura, in modo da far apprezzare e rendere visibile e riconosciuto il lavoro concreto di chi ci ha messo fatica e sudore. Un'opera non va solo celebrata perché è stata fatta velocemente. Non vorremmo che i ritmi serrati ai quali vediamo esposti i lavoratori allo stadio di Lecce siano solo il preludio di quanto accadrà (e in alcuni casi sta già accadendo) nell’accelerazione per rispettare le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). I ritardi nella progettazione, nei fondi, nell’avvio dei lavori, nella gestione delle catene degli appalti non possono trovare sempre le solite spalle o teste su cui scaricarsi. Non ci sarà sempre un casco capace di assorbire l’urto”.