Atteggiamenti autoritari, ricatti costanti nei confronti dei dipendenti e mancato rispetto delle norme anti Covid. Con queste motivazioni la Filcams Cgil Calabria ha denunciato alle autorità competenti il gruppo Eurospin. Le organizzazioni sindacali hanno ripetutamente segnalato, nel corso degli ultimi mesi, una condotta irresponsabile da parte della catena di supermercati. Diversi scioperi erano stati proclamati nei molti punti vendita presenti in tutta Italia. Ma secondo la Filcams, ad oggi l’azienda continua a fare muro. “In piena pandemia ha tirato fuori il peggio – commenta Giuseppe Valentino, segretario della categoria in Calabria - puntando alla crescita dei profitti, in barba alle elementari regole di prevenzione, salute e sicurezza previste dalle normative sul contenimento del Covid-19”.

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Lavoro

Eurospin, la spesa in-sicura

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Ancora oggi, nei supermercati, le casse e i reparti sono sprovvisti dei separatori in plexiglas; i dipendenti vengono lasciati senza dispositivi di protezione individuale; non si rispetta il distanziamento sociale e le misure per evitare gli assembramenti; viene chiesto a chi lavora di pulire anche i bagni. Questa mansione, non prevista dal ccnl, comporta un ulteriore rischio per la salute delle persone, anche perché, come denunciato, non vengono utilizzati prodotti specifici per la sanificazione.  

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“Diciamo apertamente- prosegue Valentino- che scegliere come promoter della campagna pubblicitaria il grande Albert Einstein, non significa che si è autorizzati riportare i diritti ed i rapporti con le lavoratrici ed i lavoratori al 1900”. La Filcams calabrese ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di persone costrette a svolgere mansioni inferiori alla propria qualifica, minacciati dagli ispettori interni “che si atteggiano a kapò e che usano il ricatto del trasferimento forzato ed immediato in altri punti vendita per coloro che osano chiedere il rispetto della propria dignità e dei propri diritti”. 

Tra le storie seguite dal sindacato, ci sono quelle di dipendenti trasferiti senza preavviso da una provincia all’altra, per “imprecisate esigenze organizzative”. Un modo, secondo la Filcams, per mascherare le punizioni e far capire ai dipendenti che non si piegano ai ricatti cosa significa “disobbedire ai capi”.

“Ad Eurospin che promuove la spesa intelligente – conclude Valentino- diciamo apertamente che è molto stupido trattare male i propri dipendenti e che questo atteggiamento non farà certo il bene del famoso marchio italiano”.