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“Altro che blocco dell’aumento dell’età pensionabile tanto sbandierato dal governo: l’adeguamento automatico alla speranza di vita resta pienamente in vigore e continua a colpire lavoratrici e lavoratori”. A dirlo è la segretaria confederale Cgil Lara Ghiglione, conferma l’aumento dell’età pensionabile che la Confederazione denuncia da tempo.
L’aumento dell’età pensionabile
"Con la legge di bilancio l’esecutivo ha già certificato un incremento di tre mesi dal 2028 per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata”, prosegue Ghiglione: “Ora, dalle stime contenute nel nuovo rapporto della Ragioneria generale dello Stato, emerge che dal 2029 l’aumento sarà addirittura di sei mesi. Un incremento che porterà il requisito per la pensione di vecchiaia a 67 anni e sei mesi e quello per la pensione anticipata a 43 anni e quattro mesi, un anno in meno per le donne”.
Il rapporto della Ragioneria, inoltre, conferma che “il meccanismo non si fermerà: secondo lo scenario demografico Istat nel 2040 l’aumento cumulato raggiungerà un anno e due mesi, portando i requisiti della pensione di vecchiaia a 68 anni e due mesi, e quelli della pensione anticipata a 44 anni”.
E non finisce qui: nel 2050 l’età pensionabile arriverà a 69 anni, mentre per la pensione anticipata saranno necessari 44 anni e dieci mesi di contributi. “Altro che 41 anni di contributi per tutti”, commenta la dirigente sindacale: “I numeri ufficiali dimostrano che i requisiti sono sempre più lontani e irraggiungibili per milioni di persone".
Le promesse del governo
Ghiglione ricorda che in campagna elettorale il governo aveva promesso di superare la legge Monti-Fornero. “L’obiettivo è stato effettivamente raggiunto, ma nella direzione opposta”, ironizza la dirigente sindacale: “L’esecutivo ha scelto consapevolmente di spostare sempre più avanti il traguardo pensionistico per tutti e tutte, azzerando qualsiasi forma di flessibilità in uscita, come Opzione donna e Quota 103, prima ridimensionate e poi di fatto cancellate con l’ultima legge di bilancio".
Per la segretaria confederale Cgil, dunque, si continua “ad alzare l’età pensionabile mentre aumentano precarietà, discontinuità lavorativa, bassi salari e lavoro povero. È una scelta profondamente ingiusta, che penalizza soprattutto giovani, donne e chi svolge lavori gravosi”.
Previdenza: cosa fare
“È indispensabile fermare per legge il meccanismo automatico legato all’aspettativa di vita”, evidenzia Ghiglione, sollecitando l’apertura di “un confronto serio su una riforma che garantisca flessibilità in uscita, pensioni dignitose e reale tutela dei lavori più faticosi, tenendo conto delle condizioni di giovani e donne” e ricordando che “l’ultima volta che ci siamo seduti a un tavolo sulle pensioni è stato il 18 settembre 2023”.
La segretaria confederale Cgil così conclude: “Continuare ad aumentare l’età pensionabile è solo un modo per fare cassa sulla pelle di chi lavora. L’ultima legge di bilancio lo dimostra chiaramente, arrivando persino a tagliare le risorse per i lavori usuranti e i lavoratori precoci. Anche questa una scelta che svela tutte le bugie raccontate dal Governo Meloni”.

























