Nelle Marche il lavoro è al collasso. La sentenza arriva dai dati relativi al primo trimestre 2026, numeri impietosi che certificano il crollo degli autonomi, diminuiti di 18.676 unità, e delle donne, 3.718 in meno. Altrettanto preoccupante è l’esplosione delle inattive, aumentate di quasi 5 mila, 4.739 per la precisione. Per Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche, “le dinamiche del mercato del lavoro regionale continuano a penalizzare l’occupazione femminile. Le donne non solo fanno più fatica a entrare nel mercato del lavoro, ma sono quelle che pagano, da subito, il peso delle crisi legate alle profonde trasformazioni che stiamo vivendo. Occorrono interventi di regolazione del mercato del lavoro regionale e il rafforzamento del sistema del welfare”.

I dati: il gap uomo/donna al lavoro si amplia di un altro 2%, toccando il 13,8%, a svantaggio della componente femminile

Nel primo trimestre 2026, secondo i dati Istat rielaborati dall’Ires Cgil Marche, la stima degli occupati nelle Marche si attesta a 645.637 unità. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il valore rimane pressoché inalterato (-0,1%), in linea circa con il dato medio nazionale (+0,2%) e dell’Italia centrale (+0,6%). Il tasso di occupazione si attesta al 67,2% e aumenta di 0,4 punti percentuale. Entrando nel dettaglio, si osserva che la stabilità è data in particolare dall’aumento della componente dipendente (+18.163, +3,7%), mentre gli autonomi registrano un crollo di 18.676 occupati (-12,3%).

A livello di genere, le occupate donne osservano un calo significativo di 3.718 unità (-1,3%), mentre la componente maschile segna +3.205 occupati (+0,9%). Al contempo, diminuisce il tasso di occupazione femminile (60,2%) e aumenta sensibilmente quello maschile (74,1%). Pertanto il gap relativo al tasso occupazione donne/uomini passa da uno svantaggio di 11,8 punti percentuale a 13,8 punti percentuale a discapito delle donne.

Tra i settori, l’unico a osservare una tendenza positiva è l’industria, con un aumento di 14.797 occupati (+8,1%). In termini relativi è significativo il calo nell’agricoltura (-11,3%). Le persone in cerca di lavoro si attestano a 25.231 unità e osservano una consistente diminuzione rispetto al primo trimestre 2025 (-9.458, -27,3%), in linea con l’andamento del resto del Paese. Il tasso di disoccupazione scende a 3,8%. Il calo dei disoccupati è più marcato tra gli uomini (-40%). I tassi di disoccupazione maschile e femminile sono caratterizzati da una diminuzione.

Gli inattivi (15-64 anni) aumentano di 4.760 unità (+1,8%) e si attestano a 275 mila, con il relativo tasso di inattività che sale a 30,1%. In particolare, l’incremento è imputabile alle forze di lavoro potenziale (la componente più vicina al mercato del lavoro), mentre diminuiscono gli individui che non cercano e non sono disponibili a lavorare (-1,5%). Da notare che, a livello di genere, la crescita degli inattivi fa riferimento esclusivamente alle donne (+4.739, +3%).