“Forte preoccupazione e allarme” delle segreterie territoriali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil dopo l'incontro a Marina di Carrara (Massa Carrara) con la direzione di The Italian Sea Group. L'azienda, riferiscono in una nota congiunta, ha confermato di aver “depositato domanda di accesso” al ‘concordato in bianco’.

La direzione ha anche comunicato la volontà di procedere per ‘'attivazione della cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, che coinvolgerà i dipendenti diretti del gruppo, lasciando “tuttavia un interrogativo aperto sulla gestione degli oltre 1.500 lavoratori dell'indotto”.

The Italian Sea Group, spiegano i sindacati, ha anche detto che “in caso di impossibilità di rinegoziare i contratti con gli armatori, aspetto che farebbe venir meno la tenuta del piano di risanamento, si potrebbe aprire lo scenario liquidatorio o in alternativa la vendita del cantiere”.

Fiom, Fim e Uilm ritengono che “il concordato in bianco, strumento che congela le azioni dei creditori, non può diventare nella maniera più assoluta un alibi per per scaricare su lavoratori e indotto il costo della ristrutturazione”. E considerano “inaccettabile che a pagare il prezzo di scelte industriali e di gestione delle commesse sbagliate siano sempre e solo lavoratrici e lavoratori”.

I sindacati chiedono la convocazione di un tavolo di crisi con azienda, Regione, Autorità portuale e ministero delle Imprese, per avere garanzie su rotazione in cassa integrazione, maturazione ratei, anticipo trattamento economico e tutele per l'indotto. Revocato intanto lo sciopero previsto per venerdì 3 luglio, dopo quello già effettuato martedì 30 giugno nei cantieri del gruppo, alla luce degli sviluppi emersi dall'incontro.