“I notevoli numeri comunicati oggi da Intesa Sanpaolo confermano la solidità del gruppo e la sua capacità di generare valore, risultati che sono stati resi possibili anche grazie al determinante contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, dalla loro professionalità e dalla capacità di sostenere profondi processi di trasformazione organizzativa e digitale”. Così la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, commenta i risultati economici e il nuovo piano di impresa del gruppo guidato dal ceo, Carlo Messina.

“Registriamo risultati di assoluto rilievo - prosegue la dirigente sindacale - messi a segno da quello che è a tutti gli effetti il principale gruppo bancario del Paese e primo datore di lavoro privato in Italia, consapevole del ruolo e della responsabilità sociale che questa dimensione comporta e che devono continuare a tradursi in scelte coerenti con il contributo determinante delle lavoratrici e dei lavoratori".

Secondo Esposito il valore prodotto dal gruppo è infatti il “frutto diretto del lavoro, delle competenze e della disponibilità delle persone ad accompagnare il processo di trasformazione continua che il settore attraversa. Il forte sviluppo tecnologico previsto dal piano e i conseguenti investimenti richiedono l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori e non possono tradursi nella loro sostituzione: tecnologia e digitalizzazione devono sostenere il lavoro, non sostituirlo”.

Nel nuovo piano di Intesa Sanpaolo, aggiunge la segretaria generale della Fisac Cgil, “trova riscontro l’ottimizzazione dei costi dei contratti esterni attraverso operazioni di insourcing di personale specializzato. È un segnale importante, così come è ormai necessario che si chiuda la stagione delle cessioni di ramo d’azienda e delle operazioni societarie che hanno prodotto un arretramento di valore e diritti del lavoro”.
Inoltre, prosegue, “i temi del ricambio generazionale, degli esodi e delle assunzioni rappresentano un passaggio decisivo. Per la Fisac Cgil il confronto sindacale, come è sempre stato nel Gruppo, non è un elemento accessorio ma una condizione necessaria, per garantire che tutte le uscite avvengano su base esclusivamente volontaria e che le assunzioni previste si traducano in larga parte in occupazione stabile e di qualità, nel pieno dei diritti, delle tutele e del contratto nazionale.

In ragione della vocazione internazionale del gruppo è inoltre tempo che si costituisca il Comitato aziendale europeo, per governare in modo condiviso le ricadute del piano sulle lavoratrici e sui lavoratori anche delle banche estere.

È su questi elementi che una grande banca, forte di risultati così rilevanti, è chiamata a misurare concretamente la propria responsabilità sociale e la coerenza tra valore economico prodotto e valore restituito al lavoro”, conclude Esposito.