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In questa estate caldissima arriva la secondo notizia positiva sul fronte dei rinnovi contrattuali dei lavoratori e delle lavoratrici pubbliche. Qualche settimana fa è stato siglato il rinnovo delle funzioni centrali oggi quello delle funzioni locali. Tutti è due vedono in calce anche la firma della Fp Cgil. La contrattazione ha funzionato, sia per quello che per questo: si è ottenuto un aumento salariale superiore all’inflazione, e già questo è un fatto positivo visto che il rinnovo precedente ha fatto perdere circa il 10% del potere si acquisto delle buste paga.
Tatiana Cazzaniga, segretaria nazionale della Fp Cgil ci illustra i punti di forza del rinnovo delle Funzioni locali che, è bene ricordarlo, riguarda circa 400mila lavoratori e lavoratrici. Innanzitutto, il vero segno positivo arriva dal fatto che per la prima volta ci si avvicina davvero al contratto delle Funzioni centrali riducendo il divario salariale tra chi lavora in un ministero e chi in un comune. “Un passo avanti verso la perequazione”. A regime gli aumenti andranno dai 118 ai 154 euro mensili
Questa mattina è stato siglato il contratto collettivo di lavoro per il 2025-2027 per le Funzioni locali e, diversamente dal precedente rinnovo, anche la Fp Cgil ha firmato. Perché?
Intanto perché l’aumento contrattuale è in linea con l'inflazione. Poi perché siamo riusciti a far inserire una clausola di salvaguardia che impegna la controparte a riconvocare un tavolo entro l’anno 2027 in modo tale che se ci fossero picchi inflattivi si comincerà a discutere per tempo di aumenti più consistenti così da prevedere le risorse nella successiva legge di bilancio. E poi, forse questa è la cosa più rilevante, per la prima volta il contratto delle Funzioni locali arriva ad avere rinnovo contrattuale effettivo che si avvicina a quello delle funzioni centrali.
Ricordiamo, infatti, che esiste una differenza di salario tra i dipendenti delle funzioni centrali e quelli delle funzioni locali.
Esatto, è da tempo che ci battiamo per annullare questa differenza e quanto ottenuto con questo rinnovo è un primo – ma significativo – passo avanti verso quel percorso di perequazione necessario. Necessario anche per trattenere le lavoratrici e lavoratori nelle funzioni azioni locali, perché un fenomeno che si sta confermando ogni anno è l'aumento del numero delle dimissioni volontarie che nell'ultima rilevazione ha dato una cifra superiore a quella dei pensionamenti.
E poi c’è l’indennità di comparto
Sì e anche su questo fronte abbiamo ottenuto un risultato importante, per la prima volta viene finanziata con uno stanziamento statale di 50 milioni per il 2027 e di 100 per il 2028. Fino ad ora l’indennità di comparto era interamente a carico delle amministrazioni, che come è noto sono a loro volta in gravi difficoltà economiche anche a causa dei tagli lineari che si susseguono da una legge di bilancio all’altra. Certo, è un'importante risultato in termini economici ma non ancora sufficiente, in ogni caso un risultato frutto anche del nostro impegno e della nostra mobilitazione: lo abbiamo voluto fortemente.
Soddisfatti, quindi?
Si, ma non ci fermiamo. Rivendiamo che già nella prossima legge di bilancio vengano aumentate le risorse economiche per questo fondo, siano aumentate ed estese a tutti, al momento dal fondo statale ma non dall’indennità, sono esclusi i dipendenti delle regioni, delle province città metropolitane, delle unioni dei comuni. In ogni caso abbiamo segnato un dato storico: per la prima volta le risorse non arrivano solo dall’amministrazione locale, ma anche dallo Stato.
Anche l’aver adeguato il salario all’inflazione reale di questo periodo contrattuale è in sé un fatto importante, visto che invece nello scorso contratto la differenza tra inflazione reale e aumento salariale era considerevole.
Sì, questo è un fatto importante così come che sia stata inserita la clausola di salvaguardia che ci permette di aprire una discussione per tempo se dovessero esserci picchi inflativi importanti. Questa clausola di salvaguardia permette alle parti di stabilire qual è lo scostamento e quali sono le risorse da mettere per il nuovo contrattuale per cercare di colmare il gap che si dovesse creare.
Per quanto riguarda la parte normativa ci sono novità?
Abbiamo inserito la parte sull’intelligenza artificiale, il fatto che la responsabilità resta in capo a lavoratrici e lavoratori e non all'intelligenza artificiale, in particolar modo per quanto riguarda funzionari e dirigenti, e la formazione del personale. Si ribadisce, inoltre che qualora l’innovazione tecnologica avesse un riflesso sulla qualità del lavoro si aprirebbe alla contrattazione. Ci sono, poi, novità per quanto riguarda i nuovi assunti e l’introduzione dell’indennità di turno, di servizio esterno e in generale per il lavoro disagiato, sarà pagata anche durante il periodo di ferie. Riguarda una parte importante di lavoratori e lavoratrici e va nel senso della giustizia europea che ha riconosciuto questo diritto.
Infine il personale che si occupa di bimbe e bimbi, le educatrici
Per quanto riguarda il personale educativo, scolastico e tutti i profili ad esaurimento le parti sono impegnate a trovare e sostenere una soluzione normativa volta ad un nuovo inquadramento di tutte le lavoratrici e lavoratori coinvolti nella riqualificazione a partire dalla prima norma utile per definire tempi e finanziamento. Finalmente abbiamo condiviso l’obiettivo e saremo impegnati da subito per trovare la soluzione per tutto il personale coinvolto”.
























