Tutto pronto per l’inizio della Festa della Cgil Livorno, incastonata tra l’inizio del 25 aprile e il gran finale del Primo Maggio e chiamata, non a caso, “Giornate della Libertà e del Lavoro”. Un’idea nata per restare, ci racconta il segretario generale, Gianfranco Francese: “Vorremmo diventasse un appuntamento annuale per ragionare sui nostri grandi temi”. Un antipasto niente male per Livorno che si appresta a celebrare, il prossimo 10 maggio, i 130 anni dalla nascita della Camera del Lavoro, in una città che, ricorda con orgoglio il segretario, ha dato i natali al Partito Comunista Italiano, alla Fiom e ospitò il VII congresso nazionale della Cgil, nel 1969, che elesse Luciano Lama segretario generale. 

Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Livorno

E, a proposito di segretari generali, Francese accende i riflettori, scorrendo il ricco programma della festa, sul 27 aprile, giornata nella quale ci sarà Maurizio Landini, che parlerà ai due dibattiti in calendario, uno sull’attualità, dedicato a “La Pace...prima di tutto”, e uno sulla storia dell’organizzazione, “Camere del Lavoro, Case del Popolo e Mutuo Soccorso: le radici del futuro”. E resterà per la serata dove sarà l’ospite d’onore della grande cena alla quale prenderanno parte oltre 200 persone e si brinderà ai 120 anni della Cgil che ricorrono proprio quest’anno. In quel giorno partiranno anche le celebrazioni dei 130 della Cgil di Livorno con l’intitolazione di una targa e di una piazza a un grande segretario provinciale del passato, Sergio Manetti.

Tanto di cui discutere, a partire dalla situazione internazionale che non lascia in pace le lavoratrici e i lavoratori. “Noi – ci spiega il segretario di Livorno – vorremmo veicolare un messaggio chiaro, legato a due date, il 25 aprile e il Primo Maggio, che la Cgil sente come i propri natali civili, gli elementi genetici fondamentali del suo patrimonio valoriale. La Resistenza in Italia nacque con gli scioperi del ‘43 e ‘44. Partì da lì la riscossa sul nazifascismo. E il Primo Maggio vive pienamente nell’articolo 1 della Costituzione, che trova nel Lavoro il fondamento della nostra Repubblica, nata quindi dalla vita e dal sangue delle lavoratrici e dei lavoratori. Adesso che il mondo è in fiamme e siamo precipitati in una dimensione bellicista in cui la guerra non è più giudicato l’orrore più grande, ma, per dirla con Von Clausewitz, un modo di proseguire la politica con altri mezzi, cerchiamo di risollevare i valori della pace, dell’antifascismo e del lavoro come fondamento della vita delle persone”.

A questi temi e a questi valori è dedicato il programma della festa che, anticipa Francese, vuole essere, insieme, “un momento di approfondimento, ma anche un modo per fare comunità e stare insieme con musica e teatro. Poi, il Primo Maggio, chiuderemo con il concertone livornese, tanti gruppi e gran finale coi 99 Posse. Nel corso della settimana prenderanno parte ai vari dibattiti tutti i rappresentanti delle istituzioni principali, dal sindaco, Luca Salvetti, alla presidente della provincia, Sandra Scarpellini, al presidente della Regione, Eugenio Giani, al presidente dell’assemblea generale della Cgil, Fulvio Fammoni. “Il nostro – conclude Gianfranco Francese – è un programma che va oltre la dimensione livornese, costruito insieme alla Cgil Toscana e al nazionale, in un luogo bellissimo ed evocativo, Fortezza Nuova”. Poi, dal 10 maggio prossimo, compleanno della Camera del Lavoro, nata 130 anni fa, nel 1896, partirà un altro programma, ricchissimo di iniziative, che accompagnerà il sindacato fino al 10 maggio 2027.