È stato fissato per martedì 9 giugno il nuovo incontro convocato al ministero delle Imprese e del made in Italy sulla vertenza Aeffe, la casa di moda romagnola che continua a muoversi tra crisi industriale, contenziosi legali e ricerca di un investitore in grado di garantire il rilancio del gruppo. Dopo mesi di confronto, la storica azienda con sede a San Giovanni in Marignano resta al centro di una delle crisi più rilevanti del settore in Emilia-Romagna.

Nei mesi scorsi la società ha completato una procedura che ha portato a circa 120 licenziamenti tra gli stabilimenti romagnoli e le sedi milanesi, mentre prosegue il percorso di composizione negoziata della crisi e la ricerca di nuovi partner industriali. Sul tavolo resta l’interesse manifestato da Oxy Capital, il fondo che ha presentato un’offerta preliminare non vincolante per entrare nel capitale del gruppo.

Solo il 12% degli ex dipendenti ha trovato una nuova occupazione

A preoccupare il sindacato è soprattutto la situazione delle persone uscite dall’azienda. Secondo la Filctem Cgil, infatti, il reinserimento occupazionale procede molto lentamente. "Dei 120 licenziamenti comminati da Aeffe, secondo le nostre conoscenze soltanto 15 lavoratori hanno trovato una nuova occupazione", spiega Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil di Rimini. "I tagli hanno coinvolto profili molto diversi tra loro e alcune aziende del comparto tessile del territorio hanno già assorbito parte di queste professionalità", aggiunge il sindacalista.

I numeri raccontano però una realtà ancora difficile: appena il 12% delle persone coinvolte dagli esuberi risulta aver trovato un nuovo impiego. Le maggiori difficoltà riguardano soprattutto i lavoratori più vicini alla pensione, per i quali il ritorno nel mercato del lavoro appare più complicato.

Partite le impugnazioni dei licenziamenti

Parallelamente si sviluppa anche il fronte legale. Diverse decine di ex dipendenti hanno deciso di contestare il licenziamento. "Quelli che si sono rivolti alla Cgil sono una trentina", afferma Baiesi, precisando che potrebbero esserci altri ricorsi avviati attraverso canali diversi dal sindacato. Una vicenda che conferma come la gestione degli esuberi continui a rappresentare uno dei nodi più delicati dell’intera crisi.

Oxy Capital resta l’ipotesi più accreditata

Sul piano industriale l’attenzione resta concentrata sulla ricerca di un investitore. Aeffe continua a fare i conti con una situazione economica complessa, certificata da un patrimonio netto negativo per circa 1,9 milioni di euro. Tra i soggetti interessati al rilancio del gruppo, il nome che continua a circolare con maggiore insistenza è quello di Oxy Capital. A rafforzare questa prospettiva c’è anche la recente nomina del nuovo direttore generale Riccardo Bagolin, manager con una lunga esperienza nella gestione delle crisi aziendali e che in passato ha collaborato proprio con il fondo.

"Per questo spero che possa essere proprio Oxy Capital il salvagente di Aeffe, anche alla luce della nomina di Bagolin", osserva Baiesi. "Il suo percorso inizia ora e servirà ancora un po’ di tempo prima di avere riscontri concreti".

Attesa per il confronto al ministero

Il prossimo passaggio è fissato per martedì, quando azienda e organizzazioni sindacali torneranno a confrontarsi al ministero delle Imprese e del made in Italy.

Dal tavolo il sindacato si aspetta indicazioni sullo stato delle trattative con i potenziali investitori e sulle prospettive industriali del gruppo. Dopo mesi di licenziamenti, riorganizzazioni e incertezza, lavoratori e territorio attendono risposte su quale sarà il futuro di uno dei principali poli della moda italiana.