Rabbia, commozione, speranza. Tanti sentimenti contrapposti per la bella e partecipata manifestazione organizzata sabato 6 giugno ad Amendolara, in provincia di Cosenza, teatro lo scorso primo giugno di un omicidio efferato nei confronti di quattro braccianti stranieri, chiusi in un minivan e ridotti in cenere perché chiedevano un salario dignitoso.

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In Calabria hanno sfilato lavoratori, italiani e stranieri, sindacati, politici, amministratori locali, gente comune, tutti insieme per ribadire e denunciare che episodi efferati come questi non devono più accadere. E soprattutto per chiedere alla politica, alle istituzioni locali e al governo Meloni di intervenire in modo serio, cominciando ad applicare le leggi che ci sono. Una su tutte quella contro il caporalato.

Ma ad Amendolara rappresentanti del governo e della maggioranza non si sono visti. Forse perché i migranti sono utili soltanto quando possono essere trasformati in un problema di ordine pubblico o in manodopera a basso costo. Invisibili nei campi, ma visibilissimi nel dibattito pubblico tutto tolleranza zero e sicurezza.

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