PHOTO
Due offerte già arrivate, una terza annunciata a breve. La partita per il futuro della Cooper Standard di Battipaglia, azienda leader nella produzione di guarnizioni, tubi freni e parti in plastica per il settore automotive, entra nella fase più delicata. Al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del made in Italy si è fatto il punto su una vertenza che resta aperta, ma che ora mostra i primi segnali concreti di possibile sbocco industriale.
A presentare lo stato dell’arte è stata l’azienda insieme all’advisor incaricato, Vertus, società di consulenza specializzata nel supporto ai processi di trasformazione industriale, innovazione e gestione delle risorse umane, che ha avviato la ricerca di potenziali acquirenti. Le manifestazioni di interesse, al momento non vincolanti, arrivano da realtà industriali o fondi con vocazione produttiva, tutti orientati a restare nel settore della gomma. Un passaggio che i sindacati leggono con prudente attenzione: il perimetro industriale, almeno sulla carta, non cambia.
Un’azienda già ridimensionata
Il punto di partenza però resta pesante. Dopo l’accordo sindacale dell’8 ottobre 2025, il sito si è già drasticamente ridotto: oggi i lavoratori in forza sono 165, mentre 170 hanno lasciato l’azienda aderendo agli strumenti previsti dal piano sociale.
Numeri che raccontano una ristrutturazione già avvenuta e che rendono ancora più centrale la fase attuale. Perché il rischio, ora, è che la transizione industriale si traduca in un ulteriore ridimensionamento, oppure che non garantisca piena continuità occupazionale.
Scadenze serrate fino all’autunno
Il calendario è già tracciato e non lascia molto margine. Entro il 15 aprile dovranno arrivare tutte le offerte non vincolanti. A metà giugno si entrerà nella fase più tecnica, con l’apertura della data room e l’avvio delle due diligence, la fase di verifica dei rischi, delle opportunità e della correttezza delle informazioni ricevute. L’obiettivo è arrivare alla firma di un accordo entro l’estate.
Poi, in autunno, la possibile ripartenza. Una ripartenza che dovrebbe poggiare sugli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive messe in campo dalla Regione Campania e dal ministero. Nel frattempo, è già fissato un nuovo passaggio di verifica: il 23 giugno.
La linea dei sindacati: “Non basta un acquirente”
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil non si limitano a registrare i passi avanti. Il messaggio è chiaro: trovare un compratore non è sufficiente. Servono garanzie solide. Le organizzazioni sindacali chiedono che il soggetto che verrà individuato risponda a criteri stringenti: solidità economico-finanziaria, un progetto industriale credibile e soprattutto la tutela piena dell’occupazione. Non una formula generica, ma l’assorbimento dei lavoratori rimasti.






















