Profonda è la preoccupazione che esprimono Fiom Cgil e Fim Cisl per la decisione della Clay Paky di Seriate (Bergamo), azienda che sviluppa sistemi di illuminazione professionale per l’architettura e il settore dell'intrattenimento (di proprietà dal maggio 2025 della cinese Ek Lights), di avviare a breve un piano di uscite volontarie destinato ai 154 dipendenti.

La decisione è stata comunicata nell’incontro con i sindacati che si è tenuto martedì 3 marzo. Un vertice che arrivava dopo un periodo di tensione con l’azienda, visto l’annuncio del management di interrompere il rapporto di lavoro con 18 operai somministrati, che era culminato nello sciopero del 12 dicembre 2025.

Sindacati: “Prorogare i contratti di solidarietà”

“L’incontro era stato richiesto per ricevere informazioni sul piano industriale”, spiegano Andrea Agazzi (segretario generale Fiom Cgil Bergamo) e Giuseppe Biundo (Fim Cisl Bergamo): “Invece ci siamo trovati davanti alla comunicazione della volontà aziendale di aprire una procedura di uscite volontarie. Una scelta che si inserisce in un quadro già caratterizzato da grande incertezza sul piano produttivo”.

Una decisione che desta “profonda preoccupazione. L’azienda continua a non assumersi alcun impegno concreto rispetto all’assegnazione di nuove produzioni al sito di Seriate. A fronte degli obiettivi di fatturato e crescita che l’azienda dichiara, registriamo invece come dall’inizio del 2025 si siano già verificate 56 uscite, tra personale diretto e somministrato, molte delle quali con competenze elevate: un dato in evidente contraddizione con le prospettive illustrate dall’azienda”.

Agazzi e Biundo così concludono: “Riteniamo inoltre grave che non sia stato assunto alcun impegno in merito alla proroga dell’ammortizzatore sociale in scadenza il 6 luglio. Per noi diventa fondamentale continuare la discussione per garantire la continuità produttiva e la tutela occupazionale”.

Azienda: “Eccedenza strutturale di organico”

“La misura – spiega la Clay Paky – s’inserisce in un più ampio processo di adattamento strutturale avviato dall’azienda per rispondere a un contesto di un mercato instabile e ancora debole, caratterizzato da incertezza economica e geopolitica diffusa e da una crescita contenuta nell’area europea. L’azienda ha registrato negli ultimi mesi volumi di produzione interna inferiori alle aspettative, senza segnali concreti di ripresa nel breve termine”.

Alla luce di quest’analisi, la società «In questo “ha identificato un’eccedenza strutturale di organico concentrata prevalentemente nelle aree produttive. Il programma di uscita volontaria, i cui dettagli saranno discussi con le organizzazioni sindacali a breve e successivamente comunicati ai dipendenti, è lo strumento proposto per affrontare questa situazione nel rispetto delle persone e delle relazioni di lavoro consolidate nel tempo”.

Riguardo il futuro, l’azienda assicura di “stare attivamente perseguendo nuovi flussi di business per sostenere il carico produttivo del sito” e di avere “già avviato investimenti in crescita nelle aree commerciale, marketing e product & project management”, confermando “il proprio impegno a mantenere e sviluppare il sito produttivo di Seriate, dove funzioni quali logistica, collaudo, service e le aree in crescita continueranno a operare”.