Il caldo estremo non è più soltanto un’emergenza stagionale. Nel distretto della ceramica di Civita Castellana rappresenta un fattore di rischio che accompagna ogni giorno il lavoro nei reparti produttivi, dove il calore generato dai forni si somma alle alte temperature estive. Per questo Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno avviato un confronto con Asl, Confindustria Ceramica Viterbo e Federlazio per arrivare alla definizione di un protocollo territoriale dedicato alla prevenzione dello stress termico.

Dal protocollo nazionale alle regole per il distretto

L’iniziativa prende le mosse dal Protocollo nazionale sottoscritto il 2 luglio 2025, che ha fissato indicazioni generali per la tutela dei lavoratori esposti alle temperature elevate, sia negli ambienti all’aperto sia in quelli chiusi. Quel documento demanda però ai territori il compito di adattare le misure alle caratteristiche delle diverse attività produttive. Nel caso del comparto ceramico del Viterbese, spiegano i sindacati, il problema assume un rilievo particolare perché il calore fa parte del processo industriale e non dipende esclusivamente dalle condizioni climatiche.

Pause, monitoraggi e investimenti sugli impianti

La proposta prevede misure specifiche per ridurre i rischi legati all’esposizione prolungata alle alte temperature. Tra gli interventi figurano pause programmate in aree climatizzate o raffrescate, punti dedicati all’idratazione, monitoraggio continuo degli indici di temperatura e umidità nei reparti più critici, oltre a investimenti per migliorare ventilazione, isolamento termico e raffrescamento degli impianti. Il progetto comprende anche percorsi di informazione e formazione per aiutare i lavoratori a riconoscere tempestivamente i sintomi dello stress termico e dei colpi di calore.

I sindacati: “La sicurezza può migliorare con interventi concreti”

Per Mauro Vaccarotti, segretario generale della Filctem Cgil Viterbo, il protocollo nazionale rappresenta il punto di partenza, ma è attraverso gli accordi territoriali che si possono costruire strumenti realmente efficaci. Nel distretto di Civita Castellana, osserva, il calore è parte integrante della produzione e serve quindi una risposta costruita sulle esigenze specifiche delle aziende ceramiche.

Fabrizio Mastrogiovanni, segretario generale della Femca Cisl Viterbo, sottolinea che tecnologie come impianti di refrigerazione e deumidificazione sono già utilizzate in altri distretti italiani. Investire sul miglioramento del microclima aziendale, afferma, significa garantire condizioni di lavoro più salubri durante i mesi estivi.

Sempre secondo Mauro Vaccarotti ridurre le temperature interne attraverso investimenti mirati avrebbe effetti positivi non solo sulla qualità dell’ambiente di lavoro, ma anche sulla diminuzione degli infortuni e delle assenze per malattia, con possibili benefici anche per la produttività.

L’obiettivo è chiudere l’accordo in tempi rapidi

Il confronto tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e Asl proseguirà nei prossimi giorni. Raniero Brunelli, segretario regionale della Uiltec Uil, spiega che l’obiettivo è arrivare rapidamente alla firma dell’intesa e fare del distretto ceramico di Civita Castellana un riferimento nazionale per la prevenzione dei rischi legati allo stress termico negli ambienti industriali.