“La situazione sta esplodendo”. Maurizio Landini descrive così la crisi della casa in Italia, sottolineando che “le risposte non si vedono o sono inadeguate”. Per il segretario generale della Cgil, intervistato domenica dal Sole 24 ore, non si tratta più di un’emergenza temporanea, ma di una condizione strutturale che richiede “un cambio radicale di approccio, a partire da un nuovo piano di investimenti pubblici di lungo periodo”.

Disagio abitativo diffuso

“Ci troviamo davanti a una situazione di disagio abitativo diffuso”, afferma il leader sindacale, che coinvolge “tutte le fasce sociali, anziani, giovani, disabili, donne, lavoratori e famiglie di migranti . I dati, ricorda, sono emblematici: gli alloggi per studenti “coprono appena il 15% del fabbisogno”, mentre “ci sono 250mila famiglie con domande inevase per una casa popolare”. Nel frattempo, “gli affitti sono esplosi, con aumenti fino al 30% in molte città”, senza che i salari riescano a stare al passo.

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Politiche insufficienti

Un quadro aggravato dall’assenza di politiche adeguate. “Il Piano casa sembra sparito dai radar”, osserva Landini, evidenziando come le risorse previste siano del tutto insufficienti. “Siamo dentro una situazione del tutto inadeguata, servono risorse molto più consistenti e programmate”.

Un nuovo Pnrr per l’abitare

Da qui la proposta: “Serve un nuovo Pnrr fondato sull’emergenza abitativa”, costruito su base europea e capace di sostenere “un piano di investimenti almeno decennale”. L’obiettivo è affrontare in modo organico il problema, tenendo insieme “dinamiche demografiche, sostegno agli affitti, tassi agevolati garantiti dallo Stato e un programma serio di riqualificazione del patrimonio esistente”.

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Il nodo lavoro e mobilità

La crisi della casa, aggiunge, ha effetti diretti anche sul lavoro. “Oggi ci sono lavoratori che non possono accettare posti in altre regioni perché il costo dell’affitto è quasi superiore allo stipendio”, mentre “le imprese fanno fatica a trovare personale perché manca la casa”. Un cortocircuito che blocca la mobilità e frena lo sviluppo.

Confindustria: la casa è un’emergenza economica

“Il Piano casa oggi non è più solo una questione sociale: è un’emergenza economica che incide direttamente sulla crescita e sull'occupazione. Senza casa non c'è lavoro, non ci sono lavoratori dove si produce e il Paese perde produttività”. Così il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, in un’intervista sempre al Sole 24 ore, sottolineando che “nelle grandi città gli affitti sono fuori scala rispetto ai salari. Questo significa che lavorare non basta più per vivere vicino al posto di lavoro. È dal 2024, che insistiamo su questo punto: serve fare presto, anche perché ci aspettiamo nuove pressioni sui costi, dall'energia ai trasporti, e quindi sul potere d'acquisto dei lavoratori”.